Transizione 1986

sulla questione. Lungo la linea NN è il pieno equilibrio neoclassico, in quanto il livello di produzione che massimizza la domanda — che è una funzione decrescente del salario reale — è uguale al livello di domanda globale indicato da A: (2) Y(w/p) = A La linea YY denota il livello della domanda in condizioni di piena occupazione. Il punto E indica l ’ equilibrio neoclassico che si raggiungerebbe in regime di piena flessibilità prezzo-salario; infatti, l ’ economia non può raggiungere tale equilibrio se la domanda è insufficiente e se i salari reali sono rigidi verso il basso. I punti B e C mostrano rispettivamente una posizione di disoccupazione key- nesiana e classica. Al punto B il salario reale è al livello appro priato, vale a dire che è effettivamente adeguato all ’ equilibrio di piena occupazione; ma il livello della domanda è troppo basso. Al punto C, invece, le imprese assumono tutti i lavoratori che voglio no, ma l ’ occupazione è al di sotto del livello di pieno impiego. Ciò è dovuto al fatto che il salario reale stabilito sul mercato del lavoro è troppo alto. A tale livello salariale, le imprese preferiscono non operare nuove assunzioni, anche se i lavoratori sarebbero ben lieti di fornire manodopera ai salari correnti. L ’ ipotesi della scarsità di domanda sostiene che gli alti livelli di disoccupazione in Europa siano dovuti all ’ insufficienza della domanda, mentre l ’ economia si trova in una situazione come quella rappresentata al punto B. Le cause della flessione della domanda vanno ricercate nell ’ atteggiamento fiscale fortemente restrittivo a- dottato da tutti i paesi europei negli ultimi cinque anni. Il contra sto con gli Stati Uniti risulta particolarmente accentuato a questo riguardo: negli USA, la politica fiscale si è spostata verso una massiccia espansione mentre in Europa è divenuta più restrittiva. Di conseguenza, gli USA mostrano una crescita dell ’ occupazione mentre in Europa aumenta il numero dei senza lavoro. La figura 4 illustra l ’ andamento comparato della disoccupazio ne in Europa e negli Stati Uniti, in tal modo attirando l ’ attenzione sulla stabile crescita della disoccupazione in Europa che contrasta nettamente con le fluttuazioni cicliche degli Stati Uniti. Questa drastica differenza si spiega soprattutto — specialmente negli anni ’ 80 — con le posizioni di politica economica radicalmente diverse di USA ed Europa e non con i diversi meccanismi che generano disoccupazione.

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