Transizione 1986
IL PROBLEMA DELLA RAPPRESENTANZA NELLA SCIENZA POLITICA AMERICANA
Paola Rossi
Le riflessioni qui di seguito sono state suggerite dalla lettura dell ’ opera di alcuni politologi statunitensi, che a partire dagli anni ’ 50 hanno lavorato intorno alla problematica cosiddetta del legisla tive behavior, tale espressione configura, più che un corpo teorico, una direzione di analisi, volta allo studio dei comportamenti delle persone che compongono gli organi rappresentativi. La percezione dell ’ inadeguatezza delle formulazioni tradizionali di «rappresentanza politica» a denotare la relazione di rappresen tanza nelle forme in cui oggi si configura ’ , e dunque l ’ esigenza talvolta esplicita di riformulazione del concetto, sembrano costitui re lo sfondo problematico delle opere prese in considerazione. In particolare, la scarsa capacità esplicativa del concetto, l ’ ambiguità di cui è carico, sono efficacemente denunciate da Gerhard Lowen- berg: «La rappresentanza è un concetto mal definito... Essa può servire per denotare qualsiasi rapporto fra governanti e governati o per connotare responsività, autorizzazione, legittimazione o re sponsabilità. Può essere usato in un ’ accezione tanto ampia da far credere che qualsiasi istituzione politica sia rappresentativa, o vi ceversa tanto ristretta da includere solo i Parlamenti eletti» 2 . Sono state esaminate essenzialmente opere di John Wahlke 3 , Heinz Eulau 4 , interventi di membri dell ’ Àssociazione Internazio nale di Scienza Politica 5, e altri. La mancanza di chiarezza di cui patiscono le attuali formula zioni della «rappresentanza politica» — così che si può parlare di una «crisi» nella teoria della rappresentanza — va ricondotta tra l ’ altro alla circostanza che il termine «rappresentanza» viene utiliz zato in politologia per denotare le situazioni più differenti. In primo luogo, per descrivere il cambiamento che consiste nel colle 101
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