Transizione 1986
un ampliamento della base fiscale che sta alla base dei contributi sociali. c) Riduzione del salario reale. Sia la Cee che l ’ OCSE conven gono sull ’ esigenza di forti restrizioni salariali per rafforzare i pro gressi effettuati ed estenderli. C ’ è poi la posizione più aggressiva di chi vuole il congelamento dei salari monetari (Lohnpause) o la riduzione materiale del salario reale. Un metodo particolare per effettuare la riduzione dei salari potrebbe essere quello di introdur re una bipartizione del mercato del lavoro in cui i nuovi arrivati ricevano salari minori di quelli dei più anziani. È chiaro che questo sistema sarebbe «ingiusto» in quanto attribuirebbe salari diversi per un lavoro uguale. Ma, naturalmente, sarebbe molto più giusto di un sistema che offre salari alti ad alcuni e niente ad altri. Se vogliamo comunque sostenere l ’ opportunità di una riduzione gene ralizzata del salario reale, allora dobbiamo tener conto anche delle complicazioni che possono sorgere dal lato della domanda. A breve termine, tale riduzione condurrà senza dubbio ad un declino della domanda interna. La redistribuzione del reddito dai lavoratori alle imprese crea profitti che però non verranno probabilmente reinvestiti in capitale molto rapidamente. Non ci si aspetta neppure che le imprese si precipitino ad assumere manodopera a prezzo inferiore o che i guadagni relativi in termini di competitività internazionale abbiano effetti molto rapidi sull ’ occupazione. La contropartita della redi stribuzione è la riduzione del reddito reale disponibile dei lavorato ri che implicherà una netta flessione della domanda. Questa, a sua volta, ritarderà gli investimenti, poiché causerà un eccesso di capa cità. Il problema che sorge quindi in rapporto alla riduzione del salario reale è che gli effetti di reddito sono negativi per l ’ occupa zione e quelli di sostituzione sono invece rallentati un anno invece di un trimestre. Questi problemi a breve termine associati ad una riduzione del salario reale possono naturalmente venire controbilanciati da una concomitante espansione della domanda globale, con un abbassa mento dei tassi di interesse o tagli di tipo fiscale. Questo sembre rebbe l ’ unico modo per attuare una riduzione del salario reale e rappresenta pertanto almeno una parte di un programma politico ragionevole. L ’ altra parte è il netto aumento delle tasse sui profitti marginali controbilanciato dal credito fiscale sugli investimenti,
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