Transizione 1986

al fine di garantire che le imprese attuino investimenti o accettino la redistribuzione fiscale dei profitti. d) Espansione della domanda. Esiste poi una strategia comple tamente diversa che agisce a livello della domanda. Essa mette l ’ accento sulla scarsità della domanda e quindi sulla necessità di un ’ espansione. Se la gente spende di più, è questa la tesi in questo caso, le imprese produrranno di più e ciò significa che assumeranno più lavoratori. Questa scuola di pensiero deve però affrontare due ordini di problemi. Innanzitutto è necessario verificare che una politica espansionistica non si traduca principalmente in inflazione e deprezzamento piuttosto che in una crescita di domanda. L ’ altro punto riguarda la capacità del governo di permettersi una politica espansiva della domanda. Nella misura in cui l ’ espansione moneta ria risulta coinvolta nel processo, essa può costituire una minaccia per i progressi a livello di riduzione dell ’ inflazione tanto faticosa mente realizzati. Se si considera l ’ espansione fiscale, allora bisogna porsi la questione dei suoi possibili effetti sulla spesa e della capa cità del governo di far fronte ad ulteriori squilibri di bilancio. La continua lotta per ridurre i deficit non ha ancora portato ad un equilibrio del bilancio. Innanzitutto, occorre definire l ’ efficacia dei tentativi di espan sione. In termini di politica fiscale, ciò significa domandarsi se le riduzioni fiscali e gli aumenti della spesa si traducano in una cresci ta della domanda globale e questa, a sua volta, in un aumento dei posti di lavoro. Dal punto di vista della politica monetaria, allo stesso modo, ciò significa chiedersi se una più rapida espansione dello stock nominale di moneta faccia aumentare la spesa reale e se questo aumento della spesa sfoci poi in un incremento dei posti di lavoro. In parte, tali domande non richiedono molto dibattito: la tesi che la politica fiscale non possa funzionare perché il vincolo del bilancio pubblico implica che qualsiasi riduzione fiscale corrente generi più tasse in futuro (lo stesso ragionamento vale per un aumento della spesa pubblica) rappresenta un interessante stimolo intellettuale, che ha tuttavia poco significato in un mondo di esi genze reali e di vincoli di liquidità. Analogamente, l ’ espansione monetaria, ai prezzi attuali, fa aumentare la spesa in termini reali. Poco importa se ciò avvenga soprattutto come una reazione al calo dei tassi d ’ interesse o un rilassamento dei vincoli sul credito. La risposta è comunque indubbia: una politica espansionistica fa au 38

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