Transizione 1986
mentare la spesa; ora la questione è se tale aumento della spesa si traduca nell ’ aumento dei posti di lavoro o in quello dei prezzi. Ci sono solo due modi in cui la politica espansionistica può rivelarsi effettivamente inflazionistica, con un ’ espansione della produzione scarsa o assente. Il primo è che le imprese si trovino in una situazione in cui producono tutto quello che vogliono e in cui un alto salario, rigido in termini reali, si frapponga ad una espan sione dell ’ output. Secondo quanto indicato dalla figura 3, questo è l ’ equilibrio di disoccupazione classica al punto C. Tale situazione si è probabilmente verificata negli anni ’ 70, ma appare totalmente inapplicabile allo stato attuale delle cose. L ’ altra possibilità è che l ’ espansione si traduca in un immediato deprezzamento del tasso di cambio. Si tratterebbe di un problema grave per il singolo paese, definibile come «effetto Mitterand». Si verificherebbe inevitabilmente in una Ranana Republic dove la gente, avvertendo l ’ arrivo dell ’ instabilità finanziaria, preferisse in vestire all ’ estero. Tuttavia, nel contesto di un grosso paese indu striale, emerge soprattutto la questione del giusto mix di politiche. Per l ’ Europa nel suo insieme, non si tratta senz ’ altro di un pro blema preoccupante e non è assolutamente una prospettiva spaven tosa nel contesto di un declino o addirittura di un crollo del dolla ro. La politica d ’ espansione si può quindi tradurre in un aumento della domanda reale e dei posti di lavoro. Ci saranno tuttavia delle perdite dovute all ’ incremento delle spese per le importazioni, anche se queste si potranno in gran parte evitare grazie ad un ’ e spansione a livello europeo, come suggerisce ora la Cee. I paesi particolarmente forti nell ’ espansione fiscale fungeranno da trattori (locomotiva è adesso una parola al bando), mentre quelli più deboli faranno da compagni di viaggio. Ci sarebbero comunque delle perdite, specialmente a livello di aumento delle spese relative ai beni di base, ma sarebbero limitate e costituirebbero in ogni caso una salutare diffusione di prosperità verso la periferia. L ’ altra questione si riferisce alla domanda: qual ’ è il mix di politiche monetarie e fiscali migliore? Il netto declino del dollaro negli ultimi mesi rende la risposta piuttosto chiara: i tassi d ’ inte resse andrebbero ridotti in modo drastico, in modo da invertire forse in qualche modo la flessione del dollaro. La riduzione del l ’ inflazione non è il tema preminente ora e pertanto il deprezza mento del dollaro costituisce l ’ anticamera per sperimentare una espansione aggressiva. Il vantaggio di una riduzione dei tassi d ’ in
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