Transizione 1986

sfida che esso porrebbe alla stabilità. Si tratta naturalmente di un ’ argomentazione assurda. Se un giovane su tre è disoccupato, è difficile vedere dove sia questa stabilità. Una politica di consolida mento graduale manca di risultati positivi: se, anno dopo anno, la disoccupazione aumenta e i responsabili delle politiche non sono in grado di prevedere un suo ritorno a livelli accettabili, allora biso gna riconoscere che deve esser stato fatto qualche errore strada fa cendo. La tesi per cui l ’ espansione sarebbe una minaccia per il progresso si può sostenere non solo in un ’ economia in cui l ’ infla zione è scesa dal 12 all ’ 8%, ma anche quando essa cala al 5, al 3 o addirittura allo 0%. Per alcuni l ’ idea stessa di prosperità è futile e la sensazione di impotenza assai diffusa. Tale atteggiamento, però, significa necessariamente che le imprese si ripiegheranno su se stes se e che la capacità produttiva declinerà a un punto tale che la sua pochezza diverrà un ’ obiezione permanente e insormontabile all ’ e spansione. John Maynard Keynes criticava già il tipo di mentalità che è oggi espressa dai responsabili delle politiche europee nel suo di scorso per la campagna elettorale del 1929: «Non è un caso che il governo conservatore ci abbia condotto allo stato di confusione in cui ci troviamo ora, perché si tratta dello sbocco naturale della sua filosofia, che recita: ‘ Non dovete insistere con i telefoni e l ’ elettricità, poiché questo porterà ad un aumento del tasso di interesse ’ . ‘ Non bisogna affrettarsi a costruire strade e case, poiché in tal modo si esauriscono le possibilità di impiego di cui possiamo aver bisogno in seguito ’ . ‘ Non bisogna cercare di dar lavoro a tutti, poiché questo causa inflazione ’ . ‘ Non bisogna investire, perché non si può sapere se ci saranno profitti ’ . ‘ Non dobbiamo fare niente, poiché questo significherà sempli cemente che non si può fare nient ’ altro ’ . ‘ La sicurezza prima di tutto. La politica del matenimento di un milione di disoccupati è stata ora perseguita per otto anni senza condurre al disastro. Perché rischiare un cambiamento? ’ . ‘ Non prometteremo più di quanto possiamo mantenere. E, per ciò, non promettiamo niente ’ » 7 .

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