Transizione 1986
piegato il termine «flessibilità» in una terza accezione, facendo riferimento alla capacità dei salari di variare a seconda della situa zione del mercato del lavoro. Ma, col progredire del dibattito, si è adottata una più ampia definizione del termine e gli studiosi di economia si sono espressi in favore degli sforzi dei datori di lavoro tesi ad ottenere una maggiore flessibilità, specialmente in Europa. Questo saggio vuole essere una difesa delle restrizioni alla flessibilità. Esso si riferisce, in particolar modo, alle limitazioni imposte alle sospensioni e ai licenziamenti, i temi cioè che sono al centro del dibattito in Europa, anche se molti dei punti che solle verò — e cercherò di dimostrarlo nella parte finale — sono perti nenti anche ad altri aspetti della flessibilità. L ’ obbiettivo di questo saggio, tuttavia, non è tanto quello di attaccare o difendere una particolare serie di istituzioni del mercato del lavoro, quanto di fornire una diversa e più compiuta struttura analitica attraverso cui comprendere e valutare tali istituzioni. Dato che l ’ economia tradizionale ha fornito le fondamenta in tellettuali alla tesi che si oppone alle restrizioni delle sospensioni e dei licenziamenti, saranno proprio le teorie dei miei colleghi a co stituire il bersaglio di questa mia relazione. Tali teorie si basano su una serie di «intuizioni istituzionali» che, a loro volta, derivano da determinati «fatti stilizzati», che descrivono ciò che queste istitu zioni sono, nonché da un modello teorico, costruito su una serie di ipotesi semplificatrici, del funzionamento dell ’ economia. Il presen te saggio è strutturato di conseguenza. Nella prima parte, verranno esaminate le istituzioni stesse avanzando la tesi che i fatti stilizzati, finora dati per scontati nel dibattito, sono errati. Nella seconda parte verrà presentata una serie di ipotesi alternative sulle ragioni per cui, non di meno, la flessibilità dell ’ occupazione sia divenuta, in questo periodo, un problema. La terza parte si occuperà poi di dimostrare che le più plausibili tra queste ipotesi sono troppo complesse da analizzare entro i limiti delle ipotesi semplificatrici utilizzate dagli economisti. 1.1. I fatti stilizzati La discussione che ha luogo attualmente in Europa e in Ameri ca assume che i datori di lavoro in America sono liberi di sospen dere dal lavoro e di licenziare i propri dipendenti a seconda delle fluttuazioni dell ’ economia, mentre in Europa essi sono costretti ad assicurare una occupazione più o meno permanente. Di conseguen 44
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