Transizione 1986
della questione che stiamo trattando. Una distribuzione estrema- mente diseguale del calo dell ’ occupazione può portare a maggiori e più veementi proteste da parte degli imprenditori: poche imprese molto colpite possono fare più chiasso di tante appena sfiorate dal problema. Una distribuzione molto asimmetrica, però, può proba bilmente mitigare gli effetti dei vincoli istituzionali sull ’ espan sione dell ’ occupazione: se il calo si concentra in pochi settori e se, come concorda l ’ intera comunità imprenditoriale per quel che ri guarda l ’ industria automobilistica e siderurgica, quei settori non torneranno più ai recenti picchi nel livello dell ’ occupazione, non assumeranno nuovi dipendenti neppure se avessero la totale libertà di licenziarli. Nella maggior parte dei paesi europei, tuttavia, i settori automobilistico e siderurgico, a causa della loro manodopera fortemente organizzata, del potere politico delle regioni in cui sono situati e la preminenza delle imprese che li rappresentano (specie quelle automobilistiche), sono stati considerati come casi a parte. Gli accordi stabiliti per queste industrie sono complessi e sarebbe difficile affermare se siano più o meno onerosi per gli imprenditori o più o meno generosi per i lavoratori rispetto a quelli vigenti per il resto dell ’ industria; si tratta, in ogni modo, di casi troppo parti colari per essere citati ad esempio nel dibattito di politica economi ca. Il potere politico delle industrie in declino e la loro capacità di attrarre l ’ attenzione dei governi non erano fattori nuovi nel perio do del dopoguerra. Altre industrie, soprattutto quella del carbone e l ’ agricoltura, causarono simili preoccupazioni e parrebbe che, ben ché ancora una volta manchino le necessarie ricerche, ai lavoratori di tali settori fosse stata accordata una maggiore protezione di quanta non ne ricevano attualmente i dipendenti del settore auto mobilistico e siderurgico anche dai governi europei più solleciti. I timori relativi all ’ impatto dell ’ informatica sono più difficili da valutare. In questo caso, però, tutte le interpretazioni conver gono in una sintesi finale fondata sull ’ incertezza dell ’ ambiente im prenditoriale. Gli anni ’ 70 e l ’ inizio degli anni ’ 80 sono stati carat terizzati, a differenza del primo periodo del dopoguerra, da una instabilità e incertezza insolite circa tutti i parametri di decisione imprenditoriale. Le fluttuazioni del prezzo delle materie prime e soprattutto del prezzo del petrolio hanno rappresentato l ’ esempio più vistoso di tale tendenza. Una analoga incertezza ha circondato anche il livello dei prezzi in generale, il valore delle valute estere dopo l ’ abbandono dei tassi di cambio fissi nel 1971, i tassi d ’ inte resse e, in seguito al forte indebitamento dei paesi in via di svilup 60
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