Transizione 1986

po, anche la composizione della domanda internazionale. In tale situazione, è divenuto sempre più difficile prevedere il livello e la composizione delle possibilità d ’ impiego e le relative istituzioni, che non erano di tipo restrittivo negli anni ’ 50 e ’ 60, quando era possibile prevedere la domanda con una buona dose di certezza, lo sono diventate sempre di più nel corso degli anni ’ 70, quando si vide con chiarezza che non era più possibile prevedere la domanda. Il problema, in altre parole, non riguarda tanto l ’ incapacità di mantenere un impegno a lungo termine, quanto piuttosto l ’ impos sibilità di prevedere in anticipo se si sarà in grado di mantenerlo o no. E questo, fra l ’ altro, non vale solo per i livelli di occupazione che le istituzioni europee cercano di congelare, ma anche per quel che riguarda il funzionamento del sistema di anzianità statunitense. I costi di licenziamento risulterebbero minimizzati se fosse possibi le prevedere l ’ aumento della mobilità interna, in tal modo operan do una serie di adeguamenti preventivi, quali programmi di adde stramento dei lavoratori, variazioni dei criteri di assunzione, o me diante accordi stabiliti attraverso una contrattazione collettiva, per evitare i licenziamenti. Questo genere di misure risulta impossibile o assolutamente proibitivo in termini di costi, quando si tratti di adottarle per far fronte ad ogni evenienza. Le conseguenze istituzionali del clima imprenditoriale degli an ni ’ 70 vanno molto al di là della questione della sicurezza dell ’ im piego in sé e per sé e pertanto il riaggiustamento delle disposizioni sulla sicurezza del rapporto di lavoro ad una situazione mutata va inquadrato in un più ampio contesto. Ciò che è in gioco ora è, come io e il mio collega Charles Sabel abbiamo in altra occasione rilevato, un intero modo di sviluppo economico, in cui le tecnolo gie della produzione di massa hanno rappresentato il motore prin cipale della crescita economica. L ’ idea su cui si basa la produzione di massa è che la efficienza produttiva e il progresso tecnologico si raggiungono attraverso la graduale specializzazione delle risorse. Il processo di produzione viene suddiviso in una serie di elementi o compiti distinti e le risorse vengono adattate in modo tale da svolgere ciascun compito separatamente e nella maniera più adeguata alla sua logica partico lare. Di conseguenza, i beni strumentali vengono specificamente concepiti o «dedicati a» una particolare operazione in base ad una determinata produzione o a un determinato modello e ciascun lavo ratore viene addestrato a svolgere una serie limitata di compiti nel modo individualmente più efficiente. Il prototipo di sviluppo lun 61

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