Transizione 1986
progettuali. Questa strategia alternativa costituisce una reminiscen za degli antichi sistemi artigianali del XIX secolo. Durante il XIX secolo e all ’ inizio del XX, infatti, le categorie artigianali vennero sospinte al margine della struttura produttiva e costrette in un settore limitato al servizio dell ’ economia della produzione di mas sa: concentrandosi sulla produzione di macchinari specializzati per la produzione in serie, su nuovi prodotti per i quali il mercato era ancora troppo limitato per giustificare una produzione in serie, sui beni di lusso il cui mercato era evidentemente troppo limitato e, paradossalmente, su industrie in declino, nelle quali l ’ instabilità, abbinata al calo della domanda, imponeva spesso il passaggio ad una strategia di tipo artigianale. Alcune grandi imprese la cui poli tica dell ’ occupazione deviava dalla norma della produzione in serie, hanno continuato ad operare in uno di questi settori marginali. L ’ IBM produceva apparecchiature aziendali specializzate basate su una tecnologia nuova ed in continuo mutamento. Le principali imprese giapponesi, all ’ inizio degli anni ’ 50, adottarono una strate gia per le esportazioni che mirava al progressivo rafforzamento del mercato mediante il perfezionamento della qualità del prodotto e tale strategia sembra stia anche alla base della loro politica dell ’ oc cupazione. Tuttavia, nel complesso, la strategia della specializzazio ne flessibile si fondava su unità produttive molto più piccole come quelle che si ritrovano, nell ’ industria dell ’ abbigliamento, nei centri dell ’ alta moda di New York, Parigi e Milano. Nel corso degli anni ’ 70, le imprese e le regioni interessate a questo modo di produrre se la cavarono piuttosto bene, soprattutto rispetto alle tradizionali imprese a produzione in serie. Le regioni industriali dell ’ Italia centrale costituiscono l ’ esempio più illuminante di questo fenome no. La diffusione della specializzazione flessibile come approccio alternativo alla produzione è molto aumentata negli ultimi quindici anni grazie agli sviluppi tecnologici, soprattutto quelli associati al l ’ introduzione del computer. Le economie di produzione, un tempo possibili solo cambiando fisicamente beni strumentali, si posso no ora ottenere apportando dei cambiamenti al software del siste ma di produzione computerizzato. Il computer, tuttavia, è in alcuni casi emblematico delle variazioni subite da una serie di diffuse tecnologie che hanno portato alla diminuzione delle economie di scala e hanno stimolato la flessibilità. La macchina fotocopiatrice ha avuto questo effetto sull ’ industria tipografica; il laser rappre senta uno strumento d ’ incisione impiegabile con grande rapidità su
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