Transizione 1986

sviluppo americano, dopo la crisi dei primi anni ’ 80, avessero già relazioni con la situazione europea, e conoscessero anche gli elemen ti fondamentali della vicenda italiana. L ’ Istituto Gramsci dell ’ Emilia-Romagna si è rivelato la sede giusta in quanto da tempo dedica grande attenzione ai temi econo mici e dell ’ occupazione, attraverso seminari, dibattiti, ricerche. Del resto l ’ Italia e specie l ’ Emilia-Romagna è luogo di stimoli in questo senso, per il particolare rapporto costituitosi tra stato ed economia, per la complessità delle relazioni sindacali, per le sperimentazioni di democrazia economica, per i sistemi relazionali che denotano la comunità locale e determinano le condizioni dello sviluppo. L ’ Emi lia-Romagna è formazione sociale ed economica con una forte voca zione innovativa nella piccola e media impresa: oggi trova ostacoli non tanto nella dimensione di impresa , quanto nei limiti di un ambiente scientifico-tecnologico frammentato, nelle carenze di poli tica industriale e innovativa nazionale, nella carenza di strutture finanziarie flessibili. I temi dell ’ innovazione e della nuova impren ditoria, di grande attualità in Emilia-Romagna, cercano di fare i conti anche con le contraddizioni di una società matura che non può più appagarsi dei successi passati. I problemi crediamo siano abbastanza generali per poterli af frontare da questo osservatorio senza condizionamenti localistici: rapporto tra Stato e mercato, fra investimenti e occupazione, con trollo dell ’ inflazione, rigidità-flessibilità della forza lavoro, deregu lation o programmazione, politiche fiscali e monetarie, debito pub blico. Quale teoria, quali autori, quali esperienze prendere in esa me? Sappiamo che non esistono risposte certe. Eppure l ’ America viene proposta, entro questo dibattito, a volte come l ’ esempio di applicazione di una cattiva teoria da non imitare, a volte come luogo di un nuovo new deal che in pochi anni ha saputo rigenerare una società segnata dal Vietnam e dalla crisi, creando occupazione e innovazione, abbattendo l ’ inflazione, rafforzandosi nei mercati internazionali, e insieme conservando tuttavia un elevatissimo defi cit della finanza pubblica, o creando nuove aree di povertà. La vecchia Europa stenta a conservare ciò che ha, produce meno reddi to, determina investimenti insufficienti a creare occupazione, regi stra squilibri tra stato e stato, ritardi nelle politiche innovative. Questi i problemi da cui siamo partiti nel pensare al zoorkshop. II tema dell ’ occz//wzo«é? è apparso cruciale, paradigmatica capacità di un sistema socio-economico di essere moderno e socialmente attivo. Abbiamo cercato di discutere con il massimo di libertà, 6

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