Transizione 1986

3. I limiti dei modelli economici convenzionali È in questo contesto che si cominciano ad intravedere i limiti dei modelli economici convenzionali per l ’ analisi della questione della flessibilità dell ’ occupazione e del motivo per cui gli economi sti, i cui giudizi si formano nel contesto fornito da tale modello, siano di scarso aiuto ai fini della formulazione di una linea di condotta. I modelli convenzionali in genere assumono un insieme determinato di possibilità tecnologiche e una base data di risorse a disposizione dell ’ imprenditore per produrre una gamma di outputs alternativi. Quando le decisioni imprenditoriali sono giudicate dai prezzi e questi si formano in un mercato competitivo in modo da riflettere le diverse disponibilità delle risorse, ci si può aspettare che l ’ impresa impieghi determinate risorse nel modo più efficiente. In questo contesto, tutto ciò che inibisce il libero movimento della manodopera, o dei salari che essa riceve, può portare ad una di storsione delle decisioni. Le garanzie occupazionali vincolano i la voratori a imprese che li adoperano in maniera inefficiente e inibi scono i segnali dati dai prezzi e l ’ effettivo reimpiego, che promuo- verebbero l ’ efficienza. L ’ ingresso dei sindacati, dei politici, degli accademici e dei funzionari dello stato nelle decisioni relative al l ’ occupazione attraverso la legislazione e l ’ intervento amministrati vo e giudiziario sostituisce al giudizio imprenditoriale interessi politici e sociali che sono estranei, e spesso antagonisti, alla effi cienza economica. Nell ’ attuale congiuntura, tuttavia, i presupposti su cui si basa il modello degli economisti sono anch ’ essi in questione. Le possibilità tecnologiche non sono note, e neppure le risorse produttive. Le garanzie di occupazione sono strettamente collegate sia alla ricerca di nuove tecnologie che alla natura delle risorse: è probabile che una impresa costretta a fornire tali garanzie ricerchi queste nuove tecnologie in una direzione diversa e sviluppi una forza lavoro più ampiamente addestrata di quanto farebbe un ’ impresa che invece possa effettuare licenziamenti senza alcun limite. Pertanto, mentre l ’ economista vede le garanzie di occupazione come surrogato di un tipo di diversificazione delle capacità che assicuri la continuità d ’ impiego dei lavoratori, l ’ ultima risorsa di coloro che hanno una formazione troppo limitata per trovare un altro posto di lavoro, tali garanzie possono essere considerate come una limitazione isti tuzionale che impone lo sviluppo proprio dell ’ ampia base di com petenze necessarie. Data l ’ importanza degli imprenditori come 67

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