Transizione 1986

2. Io rimarrò prevalentemente sul terreno analitico prescelto da Dornbusch nella prima parte, perché reputo preminente il tenta tivo che egli compie di mettere a fuoco le debolezze dei presupposti microeconomici da cui prendono corpo affermazioni di dominio convenzionale (nella professione e nei media). Dal mio canto, ag giungerò alcuni argomenti a proposito; argomenti che, seppur di versi da quelli di Dornbusch, sono con essi convergenti nelle con clusioni. Innanzi tutto, vorrei premettere che un quadro analitico che voglia arrivare ad un giudizio fondato sui processi di sostituzio ne della forza-lavoro e voglia essere idoneo a rappresentare le con dizioni in cui si è svolto il processo produttivo negli anni più recenti deve incorporare al suo interno (esplicitamente o sullo sfon do) quattro importanti aspetti della realtà microeconomica di questi anni. a) In primo luogo, deve tener conto di una rivoluzione tecno logica in corso da tempo che ha abbassato enormemente il prezzo relativo delle macchine. Quando una meccanizzazione completa di uno stabilimento che produce 100 quintali di filati al giorno (con 30 operai) viene ammortizzata completamente in due anni non vi è probabilmente decurtazione dei salari reali o nominali che induca a non attuarla. Le tecniche a disposizione di ogni singolo produttore possono dominare quelle preesistenti a qualsiasi rapporto dei prezzi relativi degli input y; oppure, possono perdere di convenienza solo a livelli irrealistici di riduzione dei salari nominali attesi in relazione ai prezzi delFo«/p«Z. b) In secondo luogo, il quadro analitico deve incorporare il modo dinamico in cui è avvenuta (e avviene) la sostituzione degli inputs. Attraverso, cioè, sostituzione di vecchie macchine con nuo ve; macchine che incorporano non solo la possibilità di un più efficiente ottenimento dei vecchi prodotti, ma anche la possibilità di una sofisticazione e differenziazione degli stessi e di creazione di nuovi prodotti. c) Deve tener conto inoltre dell ’ abbassamento per molte pro duzioni e funzioni produttive del bre.ak-even point (della minore importanza, cioè, delle economie di scala). d) Da ultimo, deve tener conto del caratterizzarsi dell ’ occupa zione alla stregua di un investimento; soprattutto nelle fasi di e- spansione e quando lo sfruttamento dell ’ impianto supera la capacità programmata per una produzione stimata con cautela. Non tutta questa evoluzione è stata esogena. Ma ciò rafforza 72

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