Transizione 1986
l ’ esigenza di inquadrare i processi di sostituzione di capitale a lavo ro in un contesto dinamico, invece che in un contesto statico. 3. La letteratura sull ’ argomento è concentrata solo sulla sosti tuzione statica tra macchine e forza lavoro dovuta ai prezzi relativi 2 . Il punto di partenza è lo scarto che i singoli autori pensano di poter individuare attraverso dati ex-post tra «salari reali di equilibrio» e salari effettivi. Tale scarto è dovuto a rigidità salariali e spiega il diverso comportamento dell ’ occupazione tra un paese e l ’ altro. Tut tavia, i dati ex-post nascondono dinamiche — nel caso specifico, rilevanti per l ’ occupazione — che nascono da differenti condizioni in cui il processo economico si è svolto in paesi diversi. Una volta che si guardi ai processi dinamici, si possono portare motivi aggiun tivi a quelli che inducono Dornbusch a considerare molto fragili le conclusioni degli studi da lui citati a mo ’ di prototipo di questo tipo di impostazione 3 . Prima di procedere oltre, sarà bene avvisare che assumo qui una prospettiva utile a inquadrare i paesi europei, prima negli anni ’ 70 e poi negli anni ’ 80. Per iniziare, la concezione statica alla Artus, Sachs 4 , ecc. ha, in aggiunta alle sue deboli fondamenta micro di cui parleremo, il difetto di assumere che le variabili più rilevanti siano esogene: progresso tecnico, prezzi, salari monetari e tassi di cambio. Bene che vada è una prospettiva da cambi fissi, perché non vi è nulla che sia più endogeno a quel tipo di relazioni del cambio (e, con esso, dei prezzi e della produttività). A cambi fluttuanti, l ’ economia che parta con un costo del lavo ro basso che le assicuri un ’ elevata competitività può essere soggetta a pressioni rivalutative, se la competitività è colta come segnale per movimenti di capitale. È un caso, ad esempio, che ben si attaglia alla Germania degli anni ’ 70, ma anche in certa misura all ’ Austria, alla Svizzera e altri paesi; si attaglia parzialmente anche all ’ Olanda e alla Norvegia, le quali hanno avuto, con la Gran Bretagna, feno meni rivalutativi del cambio reale di differenti origini ma identici effetti. Assumendo una dinamica dei salari nominali esogena — una dinamica che, in realtà, viene moderata dalla rivalutazione rispetto a quanto sarebbe stato altrimenti — le imprese che operano in mercati internazionali si trovano con salari definiti in termini dei propri prezzi crescenti. Il ripristino della profittabilità originaria può essere ottenuto sfruttando elasticità di mercato che consentono di elevare i prezzi (internazionali), o con sforzi di produttività che riducono il costo del lavoro e comportano espulsione della forza 73
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