Transizione 1986

lavoro, o accelerando processi di sostituzione di macchine vecchie con macchine nuove, le quali, di nuovo, comportano un risparmio di forza lavoro. Ma, quanto più questi sforzi hanno successo e sono rapidi, tanto più il cambio si apprezza, col risultato finale di far uscire parecchie imprese dal mercato e di spingere quelle rimaste in settori dove meno importante è la concorrenza-prezzo. A cambi fluttuanti, un basso costo del lavoro è solo, quindi, il punto iniziale instabile di un processo che inverte se stesso; il punto di arrivo registrato ex-post nelle statistiche è, nel paese in questio ne, un innalzamento dei salari reali in termini dei prezzi output e un incremento della disoccupazione. Ma ciò riguarda fenomeni che possono aver nulla a che vedere per quel che riguarda la loro origine con il mercato del lavoro e con il comportamento dei salari nominali come tramite del comportamento di quelli rea li. Vi è, inoltre, da aggiungere che tanto più un paese sottopo sto a questi processi attua politiche restrittive, tanto più il cambio si apprezza (per pure ragioni finanziarie) e accelera i processi in questione. L ’ ironia è che molto spesso queste politiche sono consi gliate da ragioni di efficienza allocativa. Statisticamente registriamo quello che è il punto di partenza delle analisi in questione: profitti delle imprese schiacciati, salari reali in termini di output più elevati 5 , disoccupazione in crescita e in vestimenti frenati dalla bassa profittabilità e dall ’ incertezza 6 ; e imputiamo tutto ciò ai salari, con tanto di analisi econometriche di supporto e tanto di ricette per espandere l ’ occupazione. Stiamo confondendo cause ed effetti. I salari reali nella misura in cui determinano processi di sostituzione non sono una variabile esoge na, ma il risultato (instabile) di processi finanziari, a cui forniscono segnali, e degli impulsi che il cambio imprime alla struttura produt tiva. Durante lo svolgimento di questo tipo di processi, negli anni ’ 70 avrebbero potuto aprirsi differenti prospettive occupazionali in Europa, non tanto dalla discesa dei salari reali (che peggiora le cose, facendo apprezzare il cambio più che in condizioni alternative), ma dall ’ allargamento della capacità produttiva, dall ’ insediamento di nuove imprese, dalla salvaguardia di vecchie attività, che solo con politiche espansive della domanda si potevano generare per il moti vo: a) di essere una compensazione allo schiacciamento dei margini di profitto determinati dalla rivalutazione; b) di limitare comunque l ’ entità della rivalutazione; c) di limitare l ’ innalzamento del livello dei prezzi delle materie prime, limitando la caduta del dollaro e i 74

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