Transizione 1986
di conseguenza, per tentativi, esplorando quale livello dei prezzi è più congeniale alle quantità che desidera (o prevede) di produrre. È perfettamente plausibile che, sotto l ’ ombrello della debolezza di informazione che forniscono i prezzi relativi, gli incrementi di do manda non certi vengano sfruttati più con incrementi di prezzo che con incrementi di quantità. Ed è perfettamente concepibile che tra le due alternative (collocare una partita alle condizioni più favore voli di prezzo oppure giocare una strategia a lungo termine di rafforzamento delle posizioni di mercato a detrimento dei margini di realizzo) il perseguimento della prima abbia acquistato più peso che in passato. La seconda è comunque aleatoria, perché è incerto nei mercati esteri come i cambi faranno variare in futuro le posizio ni relative rispetto ai competitori. È incerto perfino da quale com petitore, collocato in qualche paese, provenga la minaccia. L ’ atten zione al fatturato e l ’ indifferenza alle combinazioni di prezzo e volume che lo assicurano (spesso con sacrificio del secondo a van taggio del primo), è un importante mutamento di ottica imprendi toriale che accompagna l ’ accorciamento degli orizzonti finanziari dell ’ impresa 8 . È possibile porre la questione sotto un altro profilo e affermare che molti dei customer markets a cui faceva riferimento Okun 9 si sono trasformati in questi anni, se non proprio in auction markets, in mercati in cui il potere di mercato è esercitato. Quando le impre se trovano rischioso avere abbondanza di capacità produttiva e sono confortate in ciò dalla evoluzione della tecnologia (si ricordi quanto detto sull ’ abbassamento del break-even point), e in più i margini di profitto abbiano in precedenza subito pressioni verso il basso, l ’ esercizio di quel potere di mercato che è consentito loro dalla minore comunicazione dei mercati implica che gli incrementi di domanda non duraturi (o pensati come tali) si trasformino in prima istanza in incrementi dei prezzi più che in file di attesa. Una certa influenza può essere stata esercitata in questo proces so della trasformazione della forza lavoro occupata in investimento, a cui fa riferimento giustamente Dornbusch. Questa trasformazione ha unito agli altri un rischio ulteriore di eccedenze di «scorte» di forza-lavoro, scoraggiando incrementi della capacità produttiva e incoraggiando comportamenti di cautela in presenza di aumenti imprevisti della domanda. 5. Avendo in mente questa caratterizzazione dei comportamenti rappresentativi dell ’ impresa può forse essere più chiaro perché le 76
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