Transizione 1986

Questa è dunque la prima cosa che si impara dal saggio di Piore: che la stilizzazione scientifica di un contratto di compraven dita di forza lavoro (ovvero un contratto di uso del lavoro), non può essere in alcun modo assimilata a quella di un contratto d ’ uso o compravendita di altro oggetto contrattuale. La stilizzazione scientifica deve incorporare gli aspetti essenziali di quel tessuto normativo che si è venuto formando intorno all ’ uso del lavoro, e di questi aspetti deve rendere esplicita la ratio. Cosa che Piore fa magistralmente, esponendo le due rationes — equivalenti ma di verse — su cui erano costruite le relazioni industriali continenta- le-europea e nordamericana. b) La seconda cosa che si impara dal saggio di Piore è l ’ inser- vibilità della stilizzazione adottata nel modello ‘ tradizionale ’ : un modello nel quale non è riconosciuta la radicale differenza tra il contratto di lavoro e gli altri contratti di compravendita e di loca zione. Un modello nel quale la ratio delle norme (cioè dei vincoli) che sono cresciute attorno al contratto di lavoro non è considerata, e l ’ imprenditore è raffigurato come un agente che confronta salari reali e produttività marginale dei singoli lavoratori occupati — come se fosse facile scoprirla — in un mondo in cui gli sono offerti come «dati» altri lavoratori occupabili e facilmente inseribili nella sua organizzazione. Onde l ’ imprenditore, quando il salario degli occupati viene a superare la produttività marginale del lavoro (per una caduta di domanda o per un mutamento delle tecniche di produzione), massimizza il suo reddito, e con esso anche il nostro reddito, scartando lavoratori interni, sicuro poi di poter assumere lavoratori dall ’ esterno quando la domanda o le tecniche lo rende ranno conveniente. Questa è una rappresentazione assurda che ho chiamato «tradi zionale» e non neo-classica, perché ormai sta solo nei manuali elementari di macro-economia, neppure in quelli di micro: l ’ eco nomia neo-classica è molto più avanti di questo. Non voglio proseguire in questa linea di critica potenziale: la parte avanzata dell ’ economia neo-classica è molto più sottile di come Piore la rappresenta, e quindi Piore dovrebbe difendere il suo modo di vedere le cose contro Stiglitz o Akerlof, ad esempio, e non contro i manuali elementari di macro-economia. Ma non voglio proseguire in questa linea critica per tre motivi di fondo: questa non è la sede adatta per un dibattito sostanzial 82

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