Transizione 1986
lavoro manifatturiero diverrà il modello più tipico ed efficiente, a quanta parte della forza lavoro verrà offerta l ’ occasione di inserirsi stabilmente in questo modo di organizzazione? Al 20%, al 30%? E in quali tempi? Queste stime sono importanti anche perché da es se dipende la credibilità della proposta di Piore di forzare l ’ emergen za di questa modalità organizzativa mediante l ’ imposizione di vinco li. Ora, io non riesco a togliermi l ’ idea che, per lunghi anni a venire, in un paese come il nostro, il contesto di lavoro di un ’ im presa efficiente a specializzazione flessibile sarà un contesto privi legiato e minoritario, anche all ’ interno del mondo manifatturiero. Un contesto che raccoglierà le maestranze più capaci e qualificate (oltre che fortunate), la crema della forza lavoro; un contesto cir condato però da un mondo di incertezze e di rapporti di lavoro assai diversi. E il mondo delle relazioni industriali, per conseguen za, sarà un mondo molto segmentato, e con forti componenti dua listiche, e a questo termine dò una connotazione peggiorativa. Di conseguenza, credo che il compito più urgente di chi intende go vernare le relazioni industriali in un prossimo futuro non sia solo quello di disegnare le regole di flessibilità nel segmento efficiente a specializzazione flessibile, ma quello di disegnare l ’ insieme: le rego le per le varie forme organizzative delle piccole imprese, le regole per i residui della produzione di massa, le regole per l ’ universo burocratico, le regole per il lavoro negli interstizi meno efficienti e protetti del sistema produttivo. E le regole, soprattutto, che dovranno disciplinare la rete di protezione che la società deve offrire al lavoro resosi sovrabbon dante.
87
Made with FlippingBook Online newsletter creator