Transizione 1986

INVESTIMENTI E PRODUTTIVITÀ ’ NEGLI STATI UNITI: UNA INTERPRETAZIONE

Massimo Ricottilli

1. Introduzione Il comportamento dell ’ economia americana ha sempre ricevuto l ’ attenzione che merita il paese centrale del sistema politico occi dentale. Recentemente, notevole interesse hanno suscitato sia la rapida ripresa dell ’ attività negli ultimi due anni, sia l ’ assai più intensa creazione di posti di lavoro in confronto alle economie europee. Il fenomeno è stato variamente commentato. Nella stam pa, nei bollettini di molti uffici studi ed in parte della professione economica, l ’ economia americana è stata additata come il luogo di un rinnovato dinamismo, di trasformazioni rapide, di adattamenti flessibili e soprattutto il centro di un «rinascimento» tecnologico senza precedenti. La cosa è singolare. Lo è perché l ’ economia sta tunitense è uscita alla fine del 1982 da una delle più profonde depressioni del dopoguerra: i conti economici nazionali registraro no infatti quell ’ anno una caduta del prodotto interno lordo del 3% e dell ’ occupazione complessiva dell ’ 1% dopo quasi tre anni di ininterrotta stagnazione. Ma lo è pure se si considera che la profes sione economica in generale e quella americana in particolare da tempo si interrogavano sul relativo declino del sistema economico statunitense. Per quasi un decennio, infatti, le riviste economiche così come diversi volumi hanno riportato opinioni, dati e teorie sul processo di avvicinamento delle altre economie industrializzate e sulla stasi relativa americana. Tra i primi, almeno per forza di argomentazione, va ricordato l ’ articolo su «Challenge» (1974) di C. Kindleberger dal titolo assai drammatico An American Econo mie Climacteric? nel quale l ’ autore paragonava le difficoltà insite 89

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