Transizione 1986
di quelli tedeschi e francesi e per di più con una netta tendenza a decelerare nel corso del decennio passato. Se si eccettuano «gli splendidi anni ’ 60», che come si è detto sono un periodo di crescita sostenuto ed ininterrotto, la crescita di questo indicatore di produt tività non supera negli Stati Uniti il 2% e scende decisamente al di sotto del 1%, in media nel ciclo, negli anni ’ 70. Paragonare comportamenti che abbracciano l ’ intera economia è opera complessa e spesso ingannevole. Questo perché si confronta no sistemi che non sono omogenei: i vari settori vi si distribuisco no in modo differente e il diverso grado di sviluppo implica una domanda composta differentemente. Alcuni autori, infatti, attri buiscono a questi fattori almeno parte della spiegazione concernen te il differenziale della crescita della produttività (Lawrence, 1983). Conviene, dunque, concentrare l ’ attenzione su una parte dell ’ economia che permetta confronti più omogenei. La tabella 2 raccoglie dati sulla produttività oraria nel solo settore manifatturie ro che pur essendo certamente composto differentemente nelle tre economie permette, quanto meno, un paragone temporale più at tendibile. Negli Stati Uniti il saggio di crescita medio è assai più elevato di quello dell ’ economia in generale. Esso si mantiene, se si eccet tuano il periodo iniziale e quello finale, intorno al 3% annuo. Il 1958-61 ed il 1980-82 sono rispettivamente periodi di crescita assai debole e di recessione profonda. Se ciascun ciclo venisse scisso in fase ascendente e discendente sarebbe agevole constatare che alla prima corrisponde in media un tasso di crescita assai più elevato. Non sembra esservi, dunque, motivo sufficiente per parlare di decelerazione ed appaiono infondate quelle tesi che imputano una pretesa minore vitalità della produttività alla femminilizzazione della forza lavoro, ad una maggiore partecipazione di immigrati con bassissimo tenore di istruzione e di giovani inesperti (Kutscher, Mark e Norsworthy, 1977). Ciò che, invece, appare con molta evidenza è il notevole differenziale tra i tassi americani e quelli europei: in tutto il periodo considerato questi ultimi sono tra i 2 e i 3 punti percentuali maggiori dei primi. Nei due paesi europei, così come negli Stati Uniti, un rallentamento ha luogo in coinci denza con fasi di crescita lenta o di stagnazione. Nella letteratura economica, in particolare in quella di matrice post-keynesiana, l ’ incremento della produttività è posto in relazio ne con l ’ aumento dell ’ intensità dello stock di capitale produttivo. Nella tabella 2 figura l ’ andamento del saggio di crescita del rappor 92
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