Transizione 1987

Per la sentenza cfr. «Foro italiano», 74 (1951), I, pp. 987 ss., per la discussione italiana (ed europea), cfr. il saggio di P. Rescigno, Il danno da procreazione, in Studi giuridici in memoria di Filippo Vassalli, UTET, Tori no, 1960, voi. II, pp. 1337-1362. Nell ’ ambito anglosassone la discussione è diventata sempre più intensa a partire dagli anni Sessanta quando hanno cominciato a presentarsi vari casi giudiziari. In proposito — tra la sempre crescente letteratura in materia — si vedano i saggi di G. Tedeschi, On Tori Liability for “ Wrongful Life ” , « Israel Law Review », 1 (1966), pp. 513-538; A.M. Capron, Tori Liability in Genetic Counseling, « Columbia Law Re view », 79 (1979), pp. 615-684. Interessante è la proposta in materia avanza ta da M.D. Bayles, Reproductive Ethics, Prentice-Hall, Englewood Cliffs, 1984. Più recente l ’ intervento di B. Steinbock, Thè Logicai Case for “ Wrong- ful Life ” , « Hastings Center Report », 16 (1986), pp. 15-20. 64. Come abbiamo visto, infatti, oltre ai principi e valori specifici dedicati al sesto Comandamento, anche i due qui esaminati che a prima vista pareva riguardassero il « diritto alla vita », a ben vedere sono invece anch ’ essi rivolti al sesto Comandamento. 65. Se si considera che l ’ aborto e la masturbazione sono violazioni dell ’ ordine sessuale-riproduttivo (che è intangibile), ci si accorge che la gerarchia di valori indicata rende agevolmente conto del divieto assoluto sia dell ’ aborto terapeu tico (cioè al fine di salvare la donna), sia della masturbazione a fini diagnosti ci. In entrambi i casi, il divieto è assoluto perché nel conflitto tra il valore della vita fisica della donna e dell ’ uomo, e il valore « inestimabile » dell ’ ordi ne sessuale è quest ’ ultimo a prevalere. Nel caso invece in cui ci trovassimo di fronte ad un conflitto tra il valore delle due vite fisiche (quella della donna o del feto), la soluzione non sarebbe certamente né ovvia né scontata. In proposito cfr. le illuminanti riflessioni proposte da E.C. Messenger nel capito lo 6 del volume Evolution and Theology, London, 1949, che ho esaminato nel le note 62 e 63 del mio articolo Aborto: violazione del Quinto o del Sesto comandamento? . 66. A. Vaisecchi, Nuove vie dell ’ etica sessuale, Queriniana, Brescia, 1973, 3 a edizione, p. 154. Le ragioni di ordine pastorale individuate da Vaisecchi sono le seguenti: « che si giunga da parte dei coniugi ad una vera padronanza di sé; che si eviti il pericolo di una strumentalizzazione e tecnicizzazione dell ’ am plesso, pericolo che generalmente esiste e che può condurre alla mediocrità e banalità del linguaggio sessuale; che non si corra il rischio di superare in maniera irreparabile i limiti del dominio che l ’ uomo ha sul suo corpo e sulle sue funzioni; che, per un processo quasi fatale di allargamento, non si producano incontrollabili frane nella morale generale e soprattutto giovanile; che le autorità pubbliche non vengano facilitate in eventuali programmi di contraccezione generalizzata e coatta, che costituirebbero una grave vessazione della libertà dei coniugi e un comodo alibi di fronte ai complessi problemi dell ’ incremento demografico. Ed è proprio questo insieme di preoccupazioni pastorali che fa scaturire l ’ invito più pressante che ci sembra di raccogliere dall ’ Enciclica » (A. Vaisecchi, La dichiarazione dell ’ episcopato italiano e l ’ en ciclica Humanae Vitae, « L ’ Osservatore Romano », 20 ottobre 1968, p. 5). Alcuni teologi ben informati mi hanno assicurato nel corso di conversazioni personali che sxAYHumanae Vitae ha influito (per qualche verso) l ’ esigenza di contrastare un programma di controllo demografico apprestato dall ’ Àmmini- 86

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