Transizione 1987
LA MEDICINA DELLA RIPRODUZIONE E I COMITATI E- TICI OSPEDALIERI
Carlo Flamigni e Marina Mengarelli
La « preoccupazione etica » riguardo agli sviluppi di una serie di possibilità cliniche e di ricerca nel campo della medicina della riproduzione è, in questi ultimi dieci anni, sempre cresciuta. Le tecnologie applicate alla biologia umana sono state infatti capaci di progressi di grande rilievo, sia sotto il profilo qualitativo che sotto quello quantitativo, anche in Italia. I conflitti di valore che ne sono necessariamente originati non sono di poco conto, e l ’ ordine delle priorità da rispettare, dei diritti da tutelare, delle libertà da garantire, sembra ancora difficile da orientare secondo una sola logica razionale capace di conciliare le diverse esigenze. Le strategie operative che possono avere origine dalle differenti scelte nel merito e nelle metodologie sono inevitabilmente anch ’ es- se differenziate, ma lo scenario complessivo può ugualmente confi gurarsi come un campo di azione in grande parte comune, con capacità di aggregazione anche delle più diverse razionalità, uno scenario in cui le possibilità siano da giocarsi attraverso il metodo dialogico di stampo argomentativo e non autoritativo. Tra le tante, una questione comincia oggi ad essere discussa con sempre maggiore forza: l ’ istituzione dei Comitati Etici. Sotto que sta etichetta complessiva trovano in realtà esplicitazione strutture differenti che si stanno ulteriormente definendo secondo le tipolo gie degli obiettivi che intendono darsi. I modelli di comitato etico che stanno trovando attuazione in molti paesi industrializzati pos sono infatti essere distinti quanto a finalità, strutture e modalità di azione in almeno tre categorie principali: à) comitati il cui scopo è la regolamentazione della ricerca clini ca e la sperimentazione di nuovi farmaci sugli esseri umani; 89
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