Transizione 1987
L ’ AMBIENTE COME INTERESSE ETICO
Sergio Rartolommei
1. William Frankena, uno dei massimi filosofi morali viventi, ha scritto che « noi umani, nella grande maggioranza, almeno in Oc cidente e fino a poco tempo fa, abbiamo pensato all ’ etica in ter mini di ciò che siamo o facciamo o di ciò che siamo disposti a essere o a fare, in relazione ad altri uomini, a noi stessi o a Dio, in altri termini a persone. Abbiamo pensato molto poco all ’ etica in termini delle nostre relazioni con gli altri animali e ancor meno, o per niente, in termini di quello che facciamo o di come ci poniamo in relazione alle piante, all ’ aria, alla terra, all ’ acqua e ai minera li » \ Da alcuni anni stiamo assistendo a una radicale inversione di questa tendenza. Il ripensamento è iniziato in primo luogo col riflettere sul nuovo carattere assunto dagli interventi umani sul mondo naturale. A causa del potenziale tecnologico utilizzato dalle società occidentali, le azioni sull ’ ambiente non hanno più soltanto effetti locali e facilmente controllabili. Molte operazioni avvengo no al contrario con estrema rapidità e violenza e hanno conseguen ze globali, impreviste o indesiderate sia nel tempo che nello spa zio 2 . A seguito di questa accresciuta responsabilità causale, certe correnti della filosofia morale contemporanea si interrogano se non sia opportuno riflettere sull ’ esistenza o meno anche di una respon sabilità morale umana per la natura. Ciò che noi facciamo con la natura dipende dall ’ idea che abbia mo delle nostre relazioni con essa. L ’ immagine che ha dominato nella tradizione filosofica occidentale è quella dell ’ uomo come ente a parte dalla natura. Essa ha spinto a guardare quest ’ ultima come oggetto da conquistare e a considerare i nostri rapporti nei suoi confronti moralmente indifferenti, tali cioè che possiamo sentirci 95
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