Transizione 1987
renali od altro, senza considerare attentamente le non poche caren ze del Servizio sanitario nazionale, che richiamano l ’ attenzione de gli utenti sulle tante questioni che sono sul tappeto e per le quali si attendono maggiori impegni, come quello della prevenzione del le malattie tumorali e della eliminazione delle cosiddette liste di attesa per l ’ effettuazione di indagini diagnostiche essenziali o per il trattamento chirurgico di affezioni morbose evolutive. Se è vero che il progresso medico deve passare necessariamente per queste scelte è altrettanto vero che il progresso non può condizionare le scelte in modo tale da sacrificare attività essenziali per mantenere ad un livello accettabile la vita dei cittadini e privilegiare quelle che perseguono finalità e interessi limitati. Per questi motivi ri tengo che, almeno nella condizione odierna, il tentativo di incre mentare in maniera considerevole la disponibilità di organi da tra piantare non corrisponda ad un effettivo bisogno, così le proposte del D.d.l. del 1985 in ordine al consenso alla donazione di organi appaiono poco realistiche e comunque tali da aumentare le resi stenze nei confronti di provvedimenti che anziché puntare ad un consenso cosciente e consapevole tendono a fare ritenere acquisito il consenso anche se il possibile donatore non ha espresso mai alcuna opinione in proposito o se non è possibile documentare che abbia manifestata la propria contrarietà alla donazione. Non saranno certo questi gli strumenti che solleciteranno ad una maggiore solidarietà verso il prossimo o che contribuiranno a sviluppare una migliore consapevolezza della opportunità di dona re agli altri parte di sé quando circostanze avverse abbiano tolto a noi ogni possibilità di vita ma abbiano creato condizioni utili per la vita altrui.
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