Transizione 1987

5. Omeostasi Le condizioni ambientali sono ovviamente variabili. La forte resistenza alle variazioni si spiega, nelle condizioni elementari, con la stessa semplicità delle strutture. Oscillazioni di temperatura an che forti sono tollerate nei batteri, e la resistenza può essere costi tuita semplicemente dalla disidratazione. La sopravvivenza è l ’ o biettivo principale, legato ad una limitata specializzazione funzio nale e a relativamente semplici strutture. Aumentando la comples sità, l ’ organismo diventa più sensibile alle variazioni, non solo ver so l ’ ambiente-cose ma anche verso l ’ ambiente-altri. Infatti vi sono ampie frazioni del mondo biologico nelle quali la soprav vivenza è legata al puro dato statistico: l ’ ambiente non è solo quello delle condizioni di variabilità generale (temperatura, ad e- sempio) ma della alcatorietà di quella nicchia ecologica a cui la specie è adattata. Nel classico esempio di Uexkiill, la zecca cieca e sorda si piazza su di un ramo, e si lascia andare quando avverte l ’ odore di un mammifero che passa sotto, o forse il calore che emana. Il mondo della zecca (per tornare al problema delVUm- welt) è senza suoni e senza luce, è ridotto a questa sensazione di « vicinanza del mammifero »: tale è la visione del mondo, o cate goriali tà, della zecca. Anche le sue strutture sono ridotte in conse guenza, perché essa succhierà in quell ’ unico pasto il sangue della preda, e morirà. Questa scarsa complessità, o meglio questa « spe cializzazione unilaterale », viene pagata con la ecatombe, perché sono una minoranza infima le zecche cui riesce il salto giusto nel buio. Vi sono insetti che dipendono totalmente dall ’ esistenza di una definita e singola pianta: la loro specie si estingue se questa pianta scompare. L ’ ulteriore incremento della complessità è legato a meccanismi che stabilizzano l ’ organismo contro le variazioni ambientali, cioè istituiscono una costanza di condizioni interne (ad esempio gli o- meotermi mantengono invariata la temperatura corporea), oppure ripristinano situazioni alterate (ad esempio la formazione del tes suto cicatriziale rimedia a soluzioni di continuo) oppure appronta no sistemi dedicati alla neutralizzazione degli effetti lesivi (il si stema immunologico ne è il principale esempio). Tali meccanismi si sviluppano filogeneticamente con caratteristiche analoghe in molte specie, cioè rappresentano una logica generale, o meglio 132

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