Transizione 1987
fanno parte di quella logica di complicazione-adattamento che co struisce la specie sul « calco » dell ’ ambiente. L ’ omeostasi può isti tuirsi anche come coesione sociale, cioè come comportamento col lettivo rispetto alle variazioni ambientali. Questa costanza è interpretabile sia come indipendenza dall ’ am biente che come maggiore adattamento. I due termini non sono antagonisti. I vantaggi che conferisce questo complesso di situa zioni omeostatiche è evidente. Anche la conoscenza umana può essere interpretata da questo punto di vista come sistema capace di « prescindere da variazioni ». La previsione e l ’ ipotesi sono lo strumento naturale più sofisticato di stabilizzazione, o di stabiliz zazione-miglioramento, dell ’ individuo contro la variabilità, ed an che contro la casualità vista come modo della variabilità. 6. La logica nuova Nella filogenesi l ’ uomo rappresenta una situazione non riducibi le. Con ciò non si vuole affermare che il processo evolutivo è insufficiente a spiegarlo, e che occorra un principio non naturale. Si vuole affermare che la logica selettiva (quella che abbiamo chiama to « logica categoriale », o bio-logica), complicandosi adeguatamen te, si struttura in una logica diversa, basata sull ’ astrazione, sul linguaggio, sulla capacità di costruire ipotesi. Non si accetta per tanto il punto di vista usualmente chiamato « biologico », per cui una visione naturale dell ’ uomo toglie di mezzo la sua peculiarità di fronte a tutto il resto della natura. Non è nostra intenzione addentrarci in questo campo, che d ’ al tra parte è stato argomento di tutte le voci bibliografiche prima citate, e di numerose altre. Si vuole solo mettere in evidenza come ciò abbia avuto ed abbia più che mai oggi (con quella forma di conoscenza fortemente redditizia che è il pensiero scientifico) ri percussioni sul rapporto uomo-ambiente. Il tema è terribilmente vasto, e qui può essere solamente intro dotto. Due sono gli aspetti patologici della situazione umana. Il primo è relativo alla specificità dell ’ uomo in quanto tale, cioè al suo carattere di « organismo di comunicazione », e della sua natura linguistica e logica. Il linguaggio non è qualcosa di sovrap posto alla struttura umana, come se si fosse verificata dapprima l ’ invenzione del cervello, della laringe eccetera, e in base a ciò, 133
Made with FlippingBook - Online catalogs