Transizione 1988
nenti economisti dell ’ istituto suggerirono l ’ adozione di veri e pro pri prezzi di mercato nel sistema economico. In un recente articolo pubblicato su « Kommunist » 4 , l ’ Accademico N.P. Fedorenko, di rettore del CEMI nei primi venti anni della sua fondazione, ha criticato aspramente il trattamento che venne allora riservato a queste proposte di riforma. Egli ha affermato che il CEMI propo se nella seconda metà degli anni ’ 60 1 ’ « autofinanziamento » delle imprese, sulla base dei risultati positivi ottenuti da alcune contem poranee iniziative sperimentali. Tuttavia, negli anni ’ 70, « il con cetto stesso di autofinanziamento fu considerato quasi una conce zione nemica, che contraddiceva l ’ idea di socialismo ... Venti anni erano (così) andati perduti ». La repressione non costituiva però il solo problema. Negli anni ’ 50 gli economisti e gli amministratori dell ’ economia sovietica sa pevano molto poco dei meccanismi del mercato. Nel 1956-57, ad esempio, un vivace dibattito sulla « Ekonomiceskaja gazeta » sulla riforma del sistema dei prezzi non riuscì a cogliere il nodo centrale del problema, vale a dire l ’ esistenza di un ’ inflazione repressa nel paese. Allora, come in seguito, molti economisti e manager, come era già accaduto negli anni ’ 30, favorirono l ’ eliminazione delle forniture centralizzate alle imprese, ma senza prevedere l ’ adozione di prezzi pianificati o di mercato che portassero in equilibrio l ’ of ferta e la domanda 5 . Anche se Chruscev avesse voluto con tutte le sue forze riformare il sistema dei prezzi, non avrebbe trovato nessuno in grado di fornirgli consigli attendibili su come farlo. Nel 1968, poi, quando gli economisti cecoslovacchi ed alcuni sovietici riuscirono a cogliere il nodo centrale del problema dei prezzi, essi continuarono a considerare la formazione dei prezzi nei termini di un elementare ed irrealistico modello di « concorrenza perfetta » e non presero seriamente in considerazione il modo in cui i grandi monopoli di stato avrebbero potuto essere inseriti in un mercato socialista. Breznev nutriva a questo proposito dubbi per ragioni sbagliate, ma il suo scetticismo non era infondato. La situazione era ben diversa in Ungheria. Grazie allo sviluppo, da parte di Kornai e di altri, dell ’ analisi del sistema di pianificazio ne, la riforma ungherese del 1968 nacque su fondamenta teoriche abbastanza solide. A parte la Jugoslavia questo fu il primo caso di una riforma complessiva integrata. L ’ Ungheria procedette così più di quanto non avessero fatto altri paesi lungo quella che uno dei suoi economisti aveva definito « la strada accidentata verso la comprensione del meccanismo economico » 6 .
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