Transizione 1988

Altri accademici e politici considerano invece totalmente ingiu stificato l ’ abbandono della NEP verificatosi alla fine degli anni ’ 20, anche alla luce delle circostanze dell ’ epoca. Afferma recisamente il sociologo V. Subkin: « Stalin decise di eliminare la NEP prematu ramente, utilizzando metodi esclusivamente amministrativi e pres sioni dirette; i risultati furono, a dir poco, pietosi » n . Un ’ attenzione ben più scarsa è stata invece finora riservata ad un riesame dei meccanismi economici della NEP, e alle lezioni che l ’ attuale riforma economica potrebbe utilmente trarne. Non c ’ è dubbio che questa diventerà una caratteristica del dibattito tra storici nei prossimi anni, passato il tempo necessario allo svolgi mento di qualche ricerca. I contrasti tra l ’ economia degli anni ’ 20 ed il futuro sistema economico sovietico potrebbero risultare, con lo sviluppo di quest ’ ultimo nei prossimi anni, sorprendenti quanto le somiglianze. Da un lato, quali che saranno le riforme attuate nel settore agricolo (oggi meccanizzato e in parte organizzato in grandi unità) difficilmente esse potranno riprodurre le principali caratte ristiche strutturali del settore agricolo negli anni ’ 20, quando 25 milioni di aziende familiari, per lo più non meccanizzate, venne ro organizzate in comuni di villaggio, con le loro terre divise in strisce redistribuite periodicamente. D ’ altronde, alcune industrie di stato negli anni ’ 20, comprese quella del ferro e dell ’ acciaio e quella del carbone, mantennero dopo la fine del ComuniSmo di guerra e senza interruzione per tutti gli anni ’ 20 il sistema dei piani di produzione e di distribuzione centralizzata e a prezzi fissi della produzione che oggi l ’ Unione Sovietica è così ansiosa di eliminare. Da questo punto di vista la NEP soffriva già, dal punto di vista degli obiettivi attuali, di un « eccesso di centralizzazione ». In ogni caso il periodo in cui il mercato socialista della NEP funzionò abbastanza bene, senza gravi pressioni inflazionistiche, fu estremamente breve — dalla riforma valutaria dell ’ inizio del 1924 all ’ inizio della crisi nell ’ estate e nell ’ autunno del 1927. Così, per motivi di fondo, l ’ Unione Sovietica ha oggi il compito di disegnare i contorni di un nuovo sistema economico. Da altri punti di vista, tuttavia, le soluzioni offerte dalla NEP possono costituire un ’ utile esperienza, ormai quasi dimenticata. Ad esempio, gli accordi bancari per le imprese di Stato degli anni ’ 20 sono ancor oggi notevoli e già oggetto di attenta analisi. Gran parte di tutti i beni di consumo, e la maggioranza dei servizi, erano

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