Transizione 1988
riuscì rapidamente a trasformarlo in un movimento popolare essen zialmente antitecnocratico e in ogni caso alternativo ad una pro spettiva di riforma del sistema della pianificazione amministrativa. Nel dopoguerra le idee di Nikolaj Voznesenskij sull ’ esistenza di leggi proprie all ’ economia socialista e sull ’ opportunità che i pianifi catori si conformassero ad esse furono ben presto condannate come antisocialiste. Con ogni evidenza, gli stessi impulsi efficientistici staliniani finirono per cozzare contro altri elementi costitutivi dello stalinismo. La questione principale per le sorti del cambiamento in Unione Sovietica sta, probabilmente, proprio nel grado di compattezza e di coesione interna del sistema politico, sociale ed economico forma tosi e consolidatosi sotto Stalin. Si tratta di tre elementi principali. In primo luogo, quel sistema era caratterizzato da un potere politi co fortemente centralizzato e autoritario. Esso rappresentava il perno materiale e morale attorno al quale ruotava l ’ intera costru zione e che realizzava l ’ integrazione delle sue singole parti. Il sistema di potere dello stalinismo, fondato sul definitivo consoli damento del monopartitismo, sulla compenetrazione tra partito e Stato e sull ’ annichilimento della democrazia interna di partito, so stituita da una disciplina di tipo militare e dal «culto» della perso nalità carismatica, si formò nei primi anni della collettivizzazione e dell ’ industrializzazione (1929-32). Esso si presentava allora come un regime politico di emergenza, al quale la situazione cronica di penuria materiale e di crisi sociale e politica di quegli anni sembra va non consentire alternative immediate. Questo regime fu istitu zionalizzato e perpetuato a partire dalle Grandi epurazioni e, in parte, grazie ad esse. Il secondo elemento è rappresentato da una pianificazione am ministrativa tendenzialmente integrale. Nel corso di quasi tre de cenni, fino allo spirare degli anni ’ 60, esso si è rivelato uno stru mento di politica economica assai efficace per gettare le basi di una moderna economia industriale, realizzare obiettivi economici di volta in volta considerati di importanza strategica dalla direzione politica e dare alla politica estera il sostrato economico ritenuto adeguato. La crescita economica alla quale questo tipo di pianifica zione ha dato impulso era determinata dalla sua capacità di destina re alte quote del reddito nazionale agli investimenti e dalla possibi lità che essa consentiva ai pianificatori centrali di concentrare suc cessivamente gli sforzi dell ’ economia nei settori decisivi, per lunghi periodi di tempo o in base a valutazioni di carattere congiunturale.
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