Transizione 1988

menti distintivi delle peculiarità nazionali: ma grande è, in questo caso, la differenza per quanto attiene alla cultura politica. Non è solo questione di comuniSmo, di una schematica ispirazione all'i deologia del «marxismo-leninismo» o di come si sono evolute le società europeo-orientali in questi quarantanni: qui sono in gioco le «forze profonde» di società che hanno o non hanno avuto una tradizione di democrazia e di pluralismo. Cecoslovacchia e URSS (ma in questo caso sarebbe meglio dire Russia), pur così vicine per il loro comune sentire slavo, sono indubbiamente molto lontane in quanto a cultura politica. Da un lato, insomma, a Praga maturava già dall'ottocento il pensiero di Safarik e di Palàcky, si sviluppava quindi quello di Masaryk e di Benes, prendeva corpo un pluralismo vivace non solo nel periodo interbellico (quando in Parlamento sedevano fino a 16 partiti, il maggiore dei quali a stento raggiungeva il 20% dei consensi e tuttavia la stabilità era assicurata), ma anche succes sivamente — fino al 1948 — , allorché Gottwald pensava proprio alle «democrazie popolari» come a società progressiste, pluraliste e che rifiutavano la «dittatura del proletariato». Dall'altro, in Russia e poi in URSS la tradizione delle politiche o delle «rivoluzioni dall'alto» è di lunga durata: a partire da Pietro il Grande lo zarismo ne è fortemente impregnato. Né sfuggono a tale impostazione buona parte dei movimenti populisti e rivoluzionari tra XIX e XX secolo, lo stesso Stalin e, per molti aspetti,anche Hruscév. Non a caso proprio Evgenij Ambarzumov, in un altro passo del suo inter vento, ha significativamente ammesso che l'URSS ha bisogno di affrontare un periodo di «autoritarismo illuminato» che si dimostri in grado di spianare la strada ad un'abitudine alla democrazia ora assente nelle cultura politica russo-sovietica: «solo quando la fase aperta da Gorbacèv si potrà consolidare — ha soggiunto — , si potrà realizzare in URSS una piena democrazia». È questa un'affer mazione significativa e, se si vuole, anche pericolosa, in quanto non si ha certezza che possa verificarsi quel «passaggio» a favore della democrazia auspicato da Ambarzumov: essa è tuttavia illu minante di un modo di pensare che evidentemente si fa strada in URSS. Ciò aiuta forse a capire alcune delle ragioni che hanno spin to Gorbacèv a unificare e non a separare la carica di capo dello Stato e di segretario generale del partito, come è avvenuto il 1° ot tobre 1988, e a proporre un'analoga misura per gli altri livelli isti tuzionali del paese, mentre operano — pur ancora senza garan 17

Made with FlippingBook Ebook Creator