Transizione 1988
numerosi articoli che si scrivono oggi nell'URSS o a trasmissioni televisive che passano davanti a milioni di spettatori o a posizioni prese da alcune delle cosiddette «associazioni informali", nate e ra pidamente moltiplicatesi nell'URSS. Altro che 2000 parole! Lo stesso famoso «Programma di Azione», votato nell'aprile 1968 dal Comitato Centrale del partito cecoslovacco e osteggiato fino alla sua soppressione dopo l'inter vento, potrà sembrare a qualcuno troppo limitato rispetto alle «te si» presentate alla recente Conferenza del partito sovietico. Certo, c'è un punto sul quale ogni paragone diventa impossibile. Con gresso straordinario del partito cecoslovacco nel 1968 e Confe renza del PCUS sono stati entrambi preceduti da aspre battaglie politiche per la scelta dei delegati. Ma il Congresso straordinario, al contrario della Conferenza, non potè svolgersi nella normalità, alla luce del sole, e questo, lo sappiamo bene, non certo per colpa dei compagni cecoslovacchi. Ripeto, non si tratta di costruire graduatorie. È stata un'auto revole fonte sovietica, richiesta di dire quale fosse la differenza fra la «primavera di Praga» e la perestrojka gorbacèviana, a rispon dere: «Vent'anni». È una risposta non banale e pur tuttavia insuffi ciente. Non c'è solo il corso del tempo a distanziare e nello stesso tempo ad unire i due fenomeni. Il loro esame comparato ci dice infatti molto di più. Tre punti risaltano a mio parare, in modo particolare. Il primo è la grande serietà e compostezza che caratterizzarono sia l'impre sa in cui si impegnarono sul finire del 1967 i comunisti cecoslo vacchi, sia la lotta politica che inevitabilmente l'accompagnò: questa sola osservazione è già di per sé un atto di denuncia contro l'intervento che a quel generoso tentativo pose fine. Il secondo punto è la maturazione delle idee che nel frattempo vi è stata e che rende assai più complesso il dibattito cui oggi assistiamo, in URSS, ma non soltanto nell'URSS, visto che possiamo coglierne manifestazioni anche in Cina oltre che in altri paesi dell'Est europeo. Una maturazione che probabilmente non vi sarebbe stata o non sarebbe stata la stessa se quelle idee non avessero trovato una valida interpretazione e difesa nel '68 cecoslovacco. Arriviamo così direttamente al terzo punto che per me è anche il più importante: la grande forza precorritrice dell'esperienza cecoslovacca di vent'anni fa, una forza che neanche la tragica e violenta repressione potè annientare. Non nascondiamoci che a 24
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