Transizione 1988

non pochi osservatori, e delle più diverse sponde politiche, quegli eventi sembrarono allora solo la drammatica convulsione di un paese marginalizzato, destinato a restare estraneo ai flussi della cosiddetta «grande politica». Ebbene, non era così. Le idee e le pro poste che avevano sorretto quella esperienza non erano affatto destinate a morire. Beninteso, con un'ottica invertita, si può giustamente soste nere che se si dice che un fenomeno ne ha precorso un altro di vent'anni si afferma anche che il secondo è arrivato tardi di altret tanti anni. Credo che questo sia in gran parte il caso nostro e ne troviamo, del resto, una conferma quando leggiamo certe analisi gorbacèviane che pure non parlano mai in modo esplicito di Cecoslovacchia. Dire che i comunisti cecoslovacchi furono dei precursori non significa affatto che essi corressero troppo avanti rispetto ai tempi. Al contrario, pare a me che fossero in ritardo, in grave ritardo, quanti, con la forza, impedirono loro di proseguire. Si sono persi vent'anni o quasi e perdere vent'anni, specie nel mondo di oggi, è cosa che costa cara. Molte delle difficoltà che adesso incontrano altre esperienza, più o meno analoghe, nasco no proprio di qui. E qui sta, oltre che nel torto grave, non facil mente riparabile, che fu allora inflitto alle nazioni ceca e slovacca, la grave colpa storica dell'intervento armato dell'agosto 1968. Arriviamo così a cogliere meglio perché, a distanza di vent'anni, noi possiamo parlare con ragione di un'importanza non transitoria, di un valore modernissimo, dell'esperienza di riforme cecoslovacche. Le idee che in quel quadro furono sostenute, le soluzioni che allora vennero proposte non avevano soltanto un valore circoscritto, locale, sebbene i comunisti cecoslovacchi si guardassero allora, per comprensibili ragioni di prudenza, dal presentarle come indicazioni che valevano ben al di là dei loro confini. Esse avevano, in realtà, un significato e un'importanza as sai più generali. Del resto, già all'epoca si sospettò (e oggi noi possiamo condividere quell'analisi) che proprio quello fosse uno dei motivi principali, se non il principale in assoluto, per cui l'intervento armato venne deciso. Se questo è il metro di giudizio, possiamo però misurare anche il sostanziale fallimento storico di quell'atto di forza. Quelle idee e quelle proposte furono duramente colpite — non vi è dubbio — ma non scomparvero affatto, visto che le vediamo oggi riemergere con rinnovato vigore, con più profondo respiro e perfino con più radicalismo in 25

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