Transizione 1988
quegli stessi paesi che vi si opposero allora con la forza (e non soltanto in quelli). Questo punto di merito della «primavera di Praga» è connesso con quello che io considero essere anche il suo tratto più origi nale, almeno nel quadro delle altre crisi che abbiamo visto nell'Eu ropa centro-orientale del dopoguerra. Si tratta di un giudizio mol to personale che so non condiviso da altri — probabilmente anche fra i presenti — ma forse anche per questo a me caro. Senza ignorare l'importanza che altre componenti culturali vi ebbero — e non trascuro certo quanto esse fossero considerevoli in un paese di grandi tradizioni democratiche come la Cecoslo vacchia — io ritengo che l'esperienza cecoslovacca del 1968 fosse in primo luogo espressione di un filone — filone, a mio parere, assai importante — della cultura comunista. Parlo di un indirizzo politico culturale che sarebbe troppo lungo cercare ora di rico struire in tutta la sua complessità, ma che certamente comprende discussioni ed esperienze degli anni Venti, valori conquistati durante la lunga lotta antifascista, primi tentativi post-bellici di ri cercare e percorrere vie originali di sviluppo, correnti emerse dagli scontri del 1956, in sintesi, quello che è stato l'insieme del pensiero e delle concezioni antistaliniane rintracciabile con evi denza lungo tutta la storia del movimento comunista. È mia con vinzione infatti, che questa, neanche nei suoi momenti di più oscura rigidità, possa essere semplicemente identificata con lo sta linismo, anche se lo stalinismo ne fu, naturalmente, grande parte. Il moto cecoslovacco del 1968 fu per questo, nella sua sostanza, tanto comunista, quanto democratico e antistaliniano. Mi pare di poter dire che, per quanto ancora inadeguata fosse allora la ricerca storica su questi argomenti, una certa coscienza di quella filiazione vi fosse, del resto, anche allora: mi limiterò a citare l'eccellente lavoro sulle vicissitudini della politica di «fronte unico» nella Terza Internazionale, scritto da Milos Hàjek; a lui voglio anche inviare di qui un affettuoso saluto nella sua veste di portavoce di Cbarta 77. Ricordo anche quanto spesso si rievocas se nelle riflessioni di allora la prima esperienza postbellica e il suo tentativo di prolungare l'impegno di unità antifascista. Ne discutevamo spesso insieme coi compagni cechi e non posso cer to dimenticare l'importanza che certi sviluppi di pensiero nel PCI, all'epoca ricollegati soprattutto col famoso Memoriale togliattiano di Jalta, avessero avuto per la loro evoluzione. Di converso ricordo 26
Made with FlippingBook Ebook Creator