Transizione 1988
LA POLITICA DELLA «PRIMAVERA DI PRAGA», L'URSS E LA RIFORMABILITÀ DEI SISTEMI COMUNISTI Zdenèk Mlynàf *
La «primavera di Praga» del 1968 fa sì già parte della storia, ma certamente non è storia morta e sepolta nei libri di testo. Oggi, vent'anni più tardi, le discussioni sul vero significato della prima vera di Praga scatenano più passioni politiche ed interessi con traddittori di quanto non avvenisse alcuni anni orsono. La ragione è che esse toccano problemi politici attuali collegati alla pere- strojka sovietica, e quindi, ancora una volta, gli interessi di vari gruppi e, in particolare, il potere costituito in Cecoslovacchia. Indubbiamente il significato della «primavera di Praga» può es sere esaminato nella sua totalità come pure nelle varie fasi distinte del suo sviluppo, e per le idee che ne furono alla base e per le azioni concrete che furono intraprese a quel tempo. È necessario fare un'analisi critica aperta: senza di essa la «primavera di Praga» rimarrebbe solo una leggenda o un incubo politico. Oggigiorno, tuttavia, un esame critico obiettivo non è possibile, e non solo in Cecoslovacchia; finora non è stato fatto neppure nell'ambito della nuova politica riformista dell'unione Sovietica. Solamente in Un gheria vi è qualche indizio isolato di un esame pubblico della que stione in termini più aperti e nuovi. Ecco perché è ancora più necessario che la questione venga affrontata, per lo meno all'interno della Sinistra dell'Europa Occi dentale. Il che sarebbe realistico per due ragioni: in primo luogo * Dell'Òsterreichisches Institut fur Intemationale Politik di Vienna. All'epoca della primavera di Praga- era membro della Segreteria e della Presidenza del PCC. In particolare, ha guidato allora la Comissioneper la riforma del sistema politico cecoslovacco. 30
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