Transizione 1988
modo differente la natura e la successione delle riforme, come pure il ritmo al quale dovevano avere luogo le trasformazioni fon damentali; nonostante il fatto che esistessero interessi contrastanti che avrebbero potuto tramutarsi in situazioni di conflitto, conti nuò la comunicazione reciproca, fu possibile trovare un linguag gio comune e la fiducia vicendevole necessaria fra i promotori della riforma «dall'alto» ed i tentativi di riforma «dal basso». Alla metà di luglio del 1968 fu fatta un'indagine d'opinione che diede i seguenti risultati: il 51% espresse fiducia nella politica del Partito Comunista, il 33% si dichiarò neutrale (né fiducia né sfiducia) e solamente il 16% dichiarò di non avere fiducia nel partito. Allo scopo di poter fare un confronto, agli interessati fu chiesto se avevano avuto fiducia nel Partito Comunista prima del 1968 e le risposte furono le seguenti: 23% sì, 29% neutrali, 48% no. Penso che alla luce di queste condizioni politiche interne, il programma di riforme fosse realistico. Tuttavia le condizioni ora menzionate erano il frutto di circo stanze molto particolari. Le posizioni chiave della vita pubblica erano tenute da generazioni che ricordavano condizioni diverse da quelle staliniste sia nella società, sia all'interno del Partito Co munista. Il processo di riforma all'interno del Partito Comunista fu propugnato in maniera decisiva da individui membri del partito già prima del 1948, cioè da prima della conquista del monopolio del potere e la cui esperienza politica era stata influenzata dagli avvenimenti degli anni 1945-1948. Diversamente da altri paesi del blocco sovietico prima della seconda guerra mondiale, il Partito Comunista non era una setta insignificante bensì un partito politico forte, rappresentato in Parlamento. Dopo la guerra, nel 1946, i comunisti ottennero circa il 40% dei voti in elezioni libere, in competizione con altri 4 partiti politici. La rapida ascesa politica e le modifiche all'assetto sociale si svolsero senza la presenza dell'esercito sovietico nel paese; esso era arrivato nella primavera del 1945, accolto come liberatore dalla popolazione, e si ritirò nel dicembre dello stesso anno. Prima del 1948 era stata attuata una socializzazione su vasta scala, senza l'intervento dell'esercito sovietico e senza il monopo lio del potere da parte del Partito Comunista: a quel tempo il setto re pubblico forniva il 50,3% del prodotto interno lordo, la piccola impresa era responsabile del 25%, mentre solamente il 24,7% proveniva dal settore propriamente capitalista. La composizione
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