Transizione 1988

2. L'eredità concettuale del comuniSmo riformatore del periodo della primavera di Praga». Nonostante la sconfitta sia di potere sia politica subita dalla linea politica riformatrice del Partito Comunista di Cecoslo vacchia, l'eredità concettuale del programma della «primavera di Praga» è di grande attualità proprio oggi, in un momento in cui si sta verificando in URSS un nuovo tentativo di trasformazione del sistema. A Praga la propaganda ufficiale continua a ripetere che il programma di riforme della «primavera di Praga» non aveva nulla in comune con i concetti della perestrojka di Gorbacèv perché i «revisionisti» del PCC avevano in progetto di indebolire il socia lismo, mentre Gorbacèv lo consolida. Nonostante queste afferma zioni, chiunque sia capace di giudizio imparziale può facilmente notare una certa congruenza fra molte delle principali idee teo riche delle due impostazioni riformatrici. Ma parecchi criteri pro grammatici dei comunisti riformatori cecoslovacchi divergevano da quelli sovietici attuali. Penso che valga la pena di soffermarci su quegli aspetti che, ad un'analisi accurata, rivelino o congruenza o divergenza. Ne menzionerò due che ritengo particolarmente significativi. Primo, l'ammissione che il sistema economico e politico-so ciale di tipo sovietico esistente, è il risultato di condizioni storiche specifiche dell'URSS degli anni Trenta e Quaranta (cioè il periodo del governo stalinista) e non il risultato della concretizzazione dei «princìpi generali del socialismo». Fin dagli anni Sessanta Praga aveva preso atto di questa realtà, ed anche Mihajl Gorbacèv nel discorso tenuto alla Sessione del gennaio 1987 del Comitato Cen trale del PCUS, l'ha riconosciuta come punto di partenza per le trasformazioni essenziali in Unione Sovietica. Pur tralasciando di prendere in considerazione quegli eccessi naturali ed evidenti legati al cosiddetto «culto della personalità», quali il terrore politico e poliziesco instaurati al tempo di Stalin, che già Hruscèv aveva sottoposto a critica dopo la morte di Stalin ed aveva tentato di eliminare poco per volta, oppure il dispotismo dittatoriale ed altri fenomeni simili, il bersaglio più importante della critica resta il sistema sovietico, e la sua trasformazione quali tativa è il prerequisito fondamentale per il successivo progresso della società. Questo era vero per la Cecoslovacchia del 1968 ed è vero per l'URSS del 1988.

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