Transizione 1988
mo al di fuori dei cancelli della fabbrica. Gli autori di questa teoria ideologica (vedi in particolare il lavoro di Radovan Richta* e altri: CMZfcaMon on thè Crossroads, varie edizioni nel periodo 1966-1969) hanno certamente peccato di eccesso di semplificazione, ed hanno spesso considerato la rivoluzione scientifica e tecnica come una specie di panacea buo na per tutti i mali. Hanno sottolineato quegli effetti della rivoluzio ne che meglio rispecchiavano le loro riflessioni ottimistiche, igno randone altri, indesiderabili al loro modo di vedere, quale ad esempio l'intera questione ecologica. Vent'anni orsono già crede vano che la rivoluzione scientifica e tecnica avrebbe forzatamente provocato una trasformazione del regime di tipo sovietico, mentre in realtà fu proprio il regime che ritardò di interi decenni la rivolu zione scientifica e tecnica. Ma nonostante tutto esiste una fondamentale convergenza fra la loro analisi critica e quella attuale basata sulle posizioni della perestrojka-. senza un cambiamento del sistema sovietico, quale emerse dai tempi di Stalin, la strada finisce in un vicolo cieco, di stasi, e il progresso rivoluzionario della rivoluzione scientifica e tecnica è inattuabile. A differenza degli ideologi della «primavera di Praga», il modello sovietico attuale mette al secondo posto alcune questioni importanti, quali le conseguenze sull'uomo della rivoluzione scientifica e tecnica, e la libertà dell'uomo dalle impo sizioni delle esigenze materiali create dall'industrializzazione. L'attuale pensiero sovietico spesso interpreta tecnocraticamente il cosiddetto «fattore umano», che viene considerato strumento del progresso scientifico e tecnico, che è quindi fine a se stesso. Potrebbe certamente essere assai utile — e certamente impor tante anche per la Sinistra occidentale — riflettere su queste que stioni, basandosi sulle pubblicazioni apparse durante la «primave ra di Praga». Il collegamento tra sociale ed umano — dalla cosid detta disoccupazione strutturale fino alle questioni ecologiche — è molto attuale non solo in teorica, ma come azione politica, per poter superare la cosiddetta «crisi della Sinistra». La seconda grande questione, comune sia ai comunisti rifor matori cecoslovacchi nel 1968, sia alla politica riformatrice sovie tica di oggi — ed un esame delle soluzioni proposte da entram bi ne rivela sia le analogie, sia le divergenze, sia ancora un diverso approccio — comprende una serie di domande vòlte a capire quali siano le condizioni del sistema attuale che devono essere 37
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