Transizione 1988

dizioni interne tendevano ad una riforma democratica radicale, il tentativo di tradurre in pratica la riforma portò ad una minaccia più grave proveniente dall'esterno; minaccia costituita da quelle decisive forze politiche operanti nella maggior parte dei paesi del blocco sovietico, che già allora rifiutavano consapevolmente rischiosi esperimenti riformatori e tendevano invece a stabilizzare lo status quo del sistema post-stalinista. E più cresceva il poten ziale democratico in Cecoslovacchia e nel PCC, più si acuiva il conflitto. Ritengo che, date le circostanze, la leadership comunista rifor matrice non avesse che una sola possibilità: serbare nelle proprie mani la massima iniziativa politica di democratizzazione, pren dere l'iniziativa per attuare rapidamente misure di democratiz zazione e, di conseguenza, prevenire quella situazione in cui una forte pressione saliva «dal basso» mentre i necessari cambiamenti «dall'alto» venivano rinviati o non venivano attuati. Nel tentativo di conservare l'iniziativa, la leadership dovette cercare rapida mente delle alleanze all'estero, le quali avrebbero anche rappre sentato un fattore che la leadership sovietica non avrebbe potuto ignorare. In breve, ritengo che il Congresso straordinario del PCC avrebbe dovuto tenersi il più presto possibile, già nel maggio del 1968. Il Programma d'Azione avrebbe potuto diventare la linea del Congresso del partito, un nuovo Comitato Centrale avrebbe po tuto essere eletto sulla base di quella linea politica, e sarebbe stato possibile eliminare quei conflitti esistenti all'interno della leader ship politica, dato che i suoi membri avrebbero percepito che la stabilità era assicurata per un certo periodo di tempo. Se il Con gresso si fosse riunito in maggio, sarebbe stato possibile organiz zare un incontro tra le delegazioni degli altri paesi presenti, e persuadere almeno una parte dei partiti comunisti (quelli della Jugoslavia, dell'Italia, della Francia, e di altri paesi) a scoprirsi per dare appoggio al Programma d'Azione. Ciò avrebbe consentito alla leadership di alcuni partiti del Patto di Varsavia di esprimere la propria opinione (in Ungheria e, sotto una diversa angolazione, in Romania). Dopo una mossa del genere, l'intervento militare avrebbe incontrato molte più difficoltà (e certamente non vi sa rebbe stato alcun intervento prima di maggio). Ritengo anche che le elezioni parlamentari non avrebbero do vuto essere rinviate. La tempestiva modifica della legge elettorale avrebbe assicurato, se non la democratizzazione ottimale della 43

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