Transizione 1988

possibile. In una situazione del genere, è sbagliato rinviare l'appli cazione delle misure decise per ottenere i cambiamenti desiderati, nella speranza che esse saranno più perfette, più solide, se attuate in un tempo successivo. Al contrario, ciò che è veramente necessario è un'azione immediata, la dimostrazione che la leader ship è in grado di agire e che le azioni intraprese delimitano il campo d'azione entro il quale può svilupparsi la riforma. Se la leadership si dimostra incapace di tanto, il campo d'azione sarà imposto dalla pressione «dal basso» e la leadership dovrà sotto mettersi. La seconda lezione che la «primavera di Praga» insegna, evi denzia come, ove possibile, tutte le riforme concrete apportate al sistema esistente debbano avvenire contemporaneamente a tutti i livelli, in modo che il sistema nella sua globalità cambi gradual mente, evitando che un settore si trasformi completamente men tre altri rimangono inalterati e di conseguenza non hanno alcun impatto efficace. Ritengo che questo sia quanto è successo nel corso della «primavera di Praga» per quel che riguarda la libertà di espressione e di stampa. Dato che la riforma più semplice da attuare è quella qualitativa in questo settore — è sufficiente abo lire la censura ed altre restrizioni — , esso fu il primo a registrare una trasformazione totale. Ma in altri settori della riforma del si stema politico, i cambiamenti venivano continuamente rimandati, e la stampa libera chiaramente diventò l'unica sfera, e si può per fino dire monopolistica, dove era evidente la democratizzazione. Era stato questo, e non la libertà di espressione o di stampa, il punto politicamente debole. Non esistevano quei correttivi che, in un sistema pluralistico democratico funzionante, garantiscono che non vengano identificati come processo legislativo vero e proprio certi punti di vista pubblicati dalla stampa. La stampa fornisce informazioni e trasmette le opinioni, ma nell'ambito delle strutture democratiche di un sistema di potere, degli organi ammi nistrativi, del funzionamento della società, le decisioni politiche vengono prese in altra sede. Durante la «primavera di Praga» le decisioni politiche erano antiquate, statiche, mancavano di vera autorevolezza — tutti sapevano che presto sarebbero stati sosti tuiti (il Comitato Centrale del PCC dopo il Congresso, il Parlamen to ed i Comitati nazionali dopo le elezioni, ecc.). La stampa, libera dalla censura, non divenne il «settimo superpotere» ma, in alcuni casi, l'unica fonte autorevole tra quanti erano democraticamente 46

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