Transizione 1988
orientati. La terza lezione del corso della «primavera di Praga» testimonia della grande importanza che assume l'unità (ed in senso negativo, l'incrinatura) della leadership politica del processo di riforma, ed in particolare nei processi di riforma di regimi di tipo sovietico. Man mano che la riforma avanza, si scontrano diversi punti di vi sta, si formano gruppi ed alleanze a seconda della questione in di scussione. Non si possono evitare controversie sul ritmo di realiz zazione delle riforme, sulla loro impronta più o meno radicale. Sembra che la situazione migliore possa essere quella in cui si giunge ad un'intesa comune, anche se di compromesso, sulle que stioni decisive. La linea di condotta che si intenderà seguire dovrà sottostare alla situazione di unità che si è formata; coloro che non sono pronti a farlo dovranno essere estromessi dalla leadership. In caso contrario si verificherebbe una frattura, ed un settore della leadership agirebbe contro l'altro, i gruppi vedrebbero nei loro oppositori dei nemici nella lotta per le posizioni di potere, ecc. Questa fu la situazione, favorita soprattutto dal rinvio del Con gresso del Partito, che in Cecoslovacchia determinò il ricorso di una parte della leadership ad alleanze con forze straniere renden do possibile l'intervento contro la politica di riforme. La responsa bilità di aver permesso che gli sviluppi giungessero ad un tale stato di cose, è da attribuirsi in parte all'intera leadership, ed in parti colare ai suoi rappresentanti più importanti. Un paragone tra le caratteristiche della politica attuata durante la «primavera di Praga» e la politica riformatrice in URSS in atto dal 1985 dimostra che fino ad ora, fortunatamente, Gorbacèv ha fatto in modo di avere più successo sotto tutti questi aspetti. Fin dall'inizio ha attribuito grande importanza alla difesa delle riforme interne, anche sul piano internazionale. Sta gradualmente intro ducendo il programma di riforme — iniziando da quegli aspetti meno impegnati del regime (e questo fin dal XXVII Congresso del 1986) fino ad una radicale politica di democratizzazione (gennaio 1987) ed al tentativo di introdurre un programma di trasforma zione del regime (la XIX Conferenza del PCUS svoltasi tra il 28 giugno e il 1° luglio 1988). La leadership sovietica ha preso alcune importanti misure — con il Congresso del Partito nel febbraio 1986 e la Conferenza del giugno 1988 — e non le ha rinviate pur non essendo mancati suggerimenti in tal senso da parte dei soste nitori riformisti più radicali, per poter essere in grado di «pro 47
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