Transizione 1988

Secondo quanto il nuovo gruppo dirigente del PCUS è venuto affermando in questi ultimi tre anni, il modello economico e sociale dello stalinismo ha ormai definitivamente perduto la sua vitalità. Elementi naturali, sociali ed economici essenziali alla sua conserva zione sarebbero venuti meno negli ultimi due decenni, in conse guenza della stessa crescita della società e dell ’ economia sovietica. Il baricentro dello sviluppo è venuto spostandosi dai fattori esten sivi della crescita economica, caratteristici delle prime fasi dell ’ in dustrializzazione, verso quelli intensivi, basati sul risparmio di la voro e di materie prime. Il quadro sociale ed istituzionale tradizio nale non dà la garanzia che il passaggio si compia con la necessaria tempestività e profondità. Il rallentamento spontaneo dei ritmi di crescita dell ’ economia a partire dall ’ inizio degli anni ’ 70 ha finora costituito il principale argomento brandito dagli attuali riformatori per vincere le resistenze interne alla perestrojka economica e alla messa in cantiere di una perestrojka politica, per il momento più indefinita (essa dovrebbe essere delineata alla Conferenza del PCUS del giugno 1988). Nel corso degli ultimi decenni, inoltre, l ’ URSS è venuta perdendo alcune posizioni di avanguardia nello sviluppo mondiale della tecnologia, sia per il mutamento dei settori trainanti dell ’ economia mondiale, sia per la sua crescente incapacità ad assicurare un costante e uniforme ricambio tecnologico in tutte le branche della propria economia. Per quanto considerazioni di questa natura appaiano indubbia mente cruciali per il presente e per il futuro dell ’ URSS, sarebbe semplicistico limitare ad esse le ragioni della perestrojka. In primo luogo, ciò che ha soprattutto destato le preoccupazioni degli attuali riformatori non è solo, non è tanto la prospettiva di una crisi economica interna a breve o medio periodo quanto quella di un crescente distacco tra l ’ economia del paese e quella occidentale. Sarebbe facile verificare come, verso la fine degli anni ’ 70, si sia diffusa presso l ’ opinione pubblica occidentale, forse per la prima volta dopo il 1929, il senso che il sistema politico ed economico sovietico fosse da giudicare come un sistema arretrato prima ancora che alternativo o, comunque, strutturalmente diverso da quelli occidentali. La crescita tecnologica, economica e sociale che a parti re dalla metà degli anni ’ 70 ha dato nuova dinamicità al sistema occidentale ha indubbiamente potenziato tale effetto, ponendo in risalto l ’ insufficienza della risposta sovietica non tanto sul piano strettamente economico, ma su quello politico, culturale ed ideale. Del resto, un problema analogo veniva contemporaneamente avver 15

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