Transizione 1988

comporterà due conseguenze per l'Unione Sovietica: in primo luogo, la formazione di una coalizione antì-perestrojka all'interno de\V élite del potere, dei suoi apparati e via dicendo si rende sempre più difficile, poiché un rovesciamento di Gorbacév non è in vista; piuttosto, si deve prevedere che egli sarà presente per molto tempo. Ciò potrà indurre numerosi carrieristi a schierarsi dalla parte della perestrojka: un fatto sgradevole, certo, ma d'al tronde succede così in politica e nella patria di Machiavelli non ha senso scandalizzarsi per questo. In secondo luogo, la pressione «dal basso» potrebbe diventare finalmente più forte, e, a mio avviso, lo diventerà. Quindi, quanto sta accadendo con la crisi delle nazionalità, dove si accentua una pressione «dal basso» che è scontenta della politica riformatrice promossa «dall'alto», potrebbe verificarsi anche in altri campi, potrebbe diventare insomma un fattore finora sconosciuto alla realtà sovietica, a differenza della «primavera di Praga», dove la pressione «dal basso» si era sempre mantenuta molto forte. La dif ferenza però — e ora giungo ad un punto che intendo trattare più ampiamente — consiste nel fatto che in Cecoslovacchia tale pressione era prevalentemente espressione di una spinta vòlta a promuovere maggior democrazia, a dare spazio a un maggior pluralismo, a consolidare un'idea democratica; in Unione Sovie tica, invece, essa non si manifesterà sempre con i tratti di una pres sione di carattere democratico, potranno emergere tanto elementi anarchici quanto elementi reazionari, sciovinisti, nazionalisti, che si richiameranno all'uomo potente, a princìpi autoritari. Tutto ciò s'inserisce nella tradizione russa. In Russia le contraddizioni ven nero a lungo represse: da un lato regnò lo zar, dall'altro operò Bakunin, ma i democratici non furono, in fin dei conti, una forza molto consistente. In Cecoslovacchia tutto era diverso, perché esisteva una cultu ra politica occidentale, perché le generazioni di allora avevano conservato l'idea di un socialismo costruito in maniera democra tica, mentre l'esperienza di una forma di socialismo nonstalinista è praticamente inesistente in Unione Sovietica. Al contrario, in Cecoslovacchia questa esperienza era viva, perché gli anni com presi fra il 1945 e il 1948 costituirono in fondo un tentativo, coro nato da successo, di realizzare trasformazioni socialiste secondo impostazioni nonstaliniste e in armonia con la cultura europea occidentale. Nel 1947 — un anno prima che i comunisti prendes 55

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