Transizione 1988
trasformazione doveva avere il carattere di una «seconda rivo luzione socialista», che trasformasse non solo tutte le componenti del sistema, ma anche tutta la sua essenza come soggetto storico di una nuova fase dell'epoca storica. Questa fase, che potremmo indicare come terza rivoluzione in dustriale, allora era chiaramente solo all'inizio e considerato il livello del suo sviluppo, difficilmente il socialismo avrebbe potuto esserne l'iniziatore. La scarsa chiarezza della situazione aumentò non solo come conseguenza dell'eredità ideologica dello schema tismo stalinista, ma anche perché in una serie di paesi che costi tuivano la collettività socialista, lo sviluppo procedeva in modo sproporzionato e l'avvio di tentativi miranti ad attuare le neces sarie trasformazioni del sistema spesso si mescolò con gli sforzi vólti a ristabilire le vecchie situazioni. Anche qui svolsero il pro prio ruolo i bisogni ancora insoddisfatti di un'industrializzazione accelerata in senso estensivo. La crisi del primo socialismo crebbe quindi solo gradualmente e con moltiflussi e riflussi. Ovviamente si potè arrivare a un tentativo di soluzione positiva, prima degli altri e nel modo più netto, nel paese che a questa soluzione era preparato per le sue condizioni interne. E questo paese era pro prio la Cecoslovacchia degli anni Sessanta. Insieme con la RDT, la Cecoslovacchia era dal punto di vista industriale e civile il paese più avanzato della comunità socialista. Ma a differenza della RDT, non era un paese diviso; la seconda guerra mondiale e la vittoria dell'URSS qui erano stati non solo un successo nazionale, ma anche la condizione affinché la rivoluzio ne nazionale si sviluppasse con successo in rivoluzione socialista, e perché in questo sviluppo il PCC conquistasse dalla sua parte la maggioranza della popolazione. Le deformazioni staliniste furono sì atroci anche qui, ma poiché durarono relativamente poco, non spezzarono né la forza interna del partito, né il suo ruolo e la sua capacità di iniziativa. Anche qui negli anni Sessanta ci fu la seconda ondata della collettivizzazione, discretamente assicurata dalla meccanizzazione e dalle sovvenzioni, cosicché nelle campagne cominciarono a prevalere la stabilità e la soddisfa 62 2. Fonti e contraddizioni della crisi cecoslovacca degli anni Sessanta.
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