Transizione 1988
Quasi tutti gli intellettuali nei paesi cechi e in Slovacchia si schie rarono dalla parte degli scrittori e contro il tentativo vólto ad inten sificare la pratica della censura. Quando Novotny, durante una visita in Slovacchia, rifiutò i doni e l'accoglienza della Matica slovenska, montò anche qui un'ondata di sdegno e ciò accelerò il processo di avvicinamento delle varie correnti di opposizione all'interno del PCC. Nel P/enwmdel CC di ottobre, poi, la crisi esplose in tutta la sua intensità. Alexander DubCek intervenne proponendo una nuova concezione del lavoro del partito e del suo ruolo nel sistema politico e quando Antonin Novotny tentò di bloccarlo accen nando al «nazionalismo slovacco», si scontrò non solo con l'op posizione di quasi tutti i membri slovacchi del CC, ma anche con la critica della parte ceca, che chiedeva una democratizzazione dei rapporti nel partito, votazioni segrete, la divisione delle funzioni e del potere. La sessione fu alla fine aggiornata a dicembre, ma or mai il conflitto non poteva più essere superato se non con una so luzione radicale. Novotny e il suo apparato preparavano un inter vento poliziesco-militare contro i propri oppositori. Ma senza l'ac cordo sovietico non osavano metterlo in atto. Invitato da Novotny, BreZnev venne a Praga, ma capì subito che la posizione di No votny era debole e preferì lasciare libero corso alle cose, poiché non aveva motivo di non aver fiducia in qualcuno dei possibili successori di Novotny. I piani di quest'ultimo cozzarono inoltre anche contro l'opposizione dell'apparato politico dell'esercito e l'azione repressiva non ebbe più alcuna speranza di successo. Alla riunione di dicembre del CC Novotny si trovò perciò già sulla difensiva e disposto ad acconsentire anche alla separazione delle funzioni di Presidente della Repubblica e di primo segretario che egli accumulava nella sua persona. Naturalmente gli sarebbe piaciuto mantenere la funzione più importante, ossia la posizione dirigente nell'apparato del partito. Ma neppure questo gli riuscì. Si arrivò, cioè, ad una importante trasformazione anche del mas simo organo del partito. Il Plenum — originariamente eletto e utilizzato solo come istituto di ratifica e adozione di tutto quanto veniva presentato dai vertici sotto la guida di Novotny (il Presidium del CC) — risuscitò a nuova vita. Ci si rese conto che esso costituiva l'organismo più alto del sistema politico, l'assem blea plenaria di una potenziale discussione politica libera. Il suo «centro», composto da delegati delle regioni poco informati e 67
Made with FlippingBook Ebook Creator