Transizione 1988
affrontato le trattative con gli statunitensi sul problema delle armi nucleari a medio raggio ma vi sono segni che il nuovo orientamento possa esprimersi anche sulle questioni del sottosviluppo economico nel mondo e della composizione dei conflitti regionali. La lunga epoca di quello che potremmo, forse, chiamare il secessionismo sovietico sembra avviarsi al termine. La consapevolezza dell ’ opportunità di una riforma in senso efficientistico del sistema economico sovietico può essere conside rata una condizione necessaria ma non certo sufficiente a spiegare perché, nel campo della politica estera e dell ’ ideologia, il «nuovo modo di pensare» sia venuto prendendo l ’ indirizzo accentuatamen te revisionistico e distensivo del periodo appena trascorso. È possi bile stabilire un nesso tra la politica economica immobilistica della seconda metà degli anni ’ 70 e la contemporanea linea di politica estera, ispirata al primato dei fattori strategici e militari su quelli diplomatici, politici e ideali (ricordiamo la presenza dell ’ URSS nel Corno d ’ Africa; l ’ appoggio unilaterale al Vietnam nella guerra contro la Cambogia; l ’ occupazione dell ’ Afghanistan; gli sforzi di potenziamento della flotta militare e le sue ingombranti apparizioni in diverse parti del mondo). L ’ attuale gruppo dirigente sovietico sembra confermare l ’ esistenza di un nesso organico quando afferma che la distensione internazionale è necessaria al paese per concen trare un maggior volume di risorse sulle riforme interne, che altri menti sarebbero assorbite dalle spese militari. La politica estera sovietica del 1975-80 nasceva sulla base di un rifiuto dell ’ orienta mento chrusceviano in campo strategico, di un rilancio dell ’ unità del comuniSmo internazionale attorno all ’ URSS e della riafferma zione del valore della battaglia ideologica nel confronto tra socia lismo e capitalismo. Essa dette un contributo ulteriore alle difficol tà sociali in URSS ed a quelle nei suoi rapporti con il resto del mondo. Quella politica estera non può, in ogni caso, essere giudica ta un semplice riflesso di quella interna. Entrambe erano largamen te il frutto di un modo di concepire gli obiettivi nazionali e quelli socialisti dell ’ URSS nel mondo contemporaneo. Esiste la possibilità che il problema della valutazione dell ’ in fluenza della sua matrice originaria sull ’ URSS attuale assuma una forma riduttiva e, probabilmente, non priva di implicazioni fuor viami anche per l ’ agire politico dei nostri giorni, oltre che per il giudizio storico. Si tratta del problema dell ’ adeguatezza dello stali nismo alle questioni dinanzi alle quali l ’ Unione Sovietica e il mo vimento comunista internazionale si trovarono verso la fine degli
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