Transizione 1988
inizialmente privi di strumenti conoscitivi adeguati, cominciò pian piano ad intendere i termini del conflitto che opponeva Novotny ai suoi critici «progressisti». E iniziò a prendere le parti di coloro che erano venuti con una proposta sul modo di risolvere la crisi non solo del partito, ma della società; crisi sorta in conseguenza del crescente «meccanismo frenante», della cui essenza il Plenum cominciava a rendersi conto. E così, pian piano, si formò una mag gioranza sempre più ampia e favorevole alla «seconda rivolu zione». Alla ripresa, a gennaio, della riunione plenaria del CC No votny fu perciò costretto a dimettersi dalla carica di primo segre tario e, dopo aver valutato una serie di varianti e proposte, il CC elesse al suo posto Alexander Dubòek. Potè avere inizio la «prima vera di Praga», che divenne il primo tentativo vólto a realizzare le trasformazioni della «seconda rivoluzione socialista». Si era così costituita la base della forza soggettiva capace di svilupparla come «rivoluzione dall'alto che provoca una rivoluzione dal basso». 4. Temi per una riflessione La perestrojka sovietica ci ha aperto una nuova visuale anche per analizzare la nascita e il corso della «primavera di Praga». In nanzitutto essa sottolinea come il sistema del primo socialismo, nel nostro mondo pieno di dinamismo, prima o poi debba arrivare a una crisi dalla quale esiste una sola via d'uscita — una seconda rivoluzione socialista. Il compito di questa seconda rivoluzione è quello di rompere l'ormai superfluo, ma solido guscio che protegge le strutture embrionali e primitive della nuova civiliz zazione — cioè le strutture autoritario-burocratiche e le élites di potere in esse stabilite — liberando le forze che possono infon dere al socialismo la vita vera, ad esso propria, e un algoritmo evolutivo; e quindi la creatività dell'iniziativa economica e del l'autogestione politica del popolo sovrano. Un secondo aspetto evidenziato è quello per cui già l'inizio della seconda rivoluzione socialista si distingue fondamental mente da tutte le altre che la Storia ha conosciuto. Si tratta di una trasformazione concettuale che, invero, non è priva di momenti spontanei e sperimentali, ma il suo obiettivo come modello è in sostanza noto già in precedenza, poiché è maturato nel pensiero del corpo del partito. Quanto più democratica è la situazione nel 68
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