Transizione 1988

partito, nella scienza, nella cultura e in tutta la società, tanto più facilmente si possono creare in anticipo gli elementi di questo programma di ristrutturazione dell'intera società. Il PCC non sarebbe mai stato in grado di elaborare in così breve tempo il Programma d'Azione di aprile, se fossero mancate queste forze nella società, se non avesse potuto contare su una riserva di questi elementi. Il terzo aspetto sottolinea come la distruzione rivoluzionaria delle «forze della sovrastruttura politica della ristrettezza buro cratica e del dogmatismo» (S. Monterò) debba svolgersi anche co me processo conflittuale, col quale il soggetto operante, cioè il partito, si trasforma e si democratizza al suo interno. Le trasfor mazioni di gennaio cominciarono solamente quando il Comitato Centrale divenne, da formale organo di «ratifica» quale era stato sino ad allora, un organo che ricercava, discuteva, valutava le di verse alternative e, quindi, decideva. Qualunque successo nella democratizzazione interna del partito costituisce dunque momen to preparatorio e condizione opportuna per la fase più importante della «seconda rivoluzione socialista», cioè per il passaggio dal so cialismo burocratico a quello autogestito. Il quarto aspetto indica infine quanto sia importante la que stione del tempo. Le condizioni per la trasformazione del sistema erano diventate mature già alcuni anni prima del gennaio 1968. Il carattere neostalinista e le ricadute dogmatiche del gruppo diri gente di Novotny defraudarono però la nostra società di anni che si sarebbero potuti utilizzare meglio che passandoli a correggere inutili errori e sbagli. Questo perdurante argine che interruppe il naturale corso temporale delle trasformazioni, divenne anche una barriera: solo dopo la sua rottura furono liberati pure i sedimenti di cambiamenti a lungo rinviati, fu provocata un'inondazione di emozioni, di spontaneità che resero difficile la trasformazione di questa energia in una forza costruttiva della ristrutturazione. Questo avvenne anche perché la teoria e l'ideologia della «se conda rivoluzione socialista» nel movimento comunista interna zionale non era stata formulata in tempo, non era stata espressa e diffusa, in modo da potere esercitare una pressione dall'esterno anche sulle nostre forze conservatrici. Il gennaio cecoslovacco si differenziò da situazioni simili di crisi manifestatesi in altri paesi socialisti, anche per il fatto che essa non coincise con un periodo di crisi economica. I primi passi della

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