Transizione 1988

LE RADICI INTELLETTUALI DEL RINNOVAMENTO CECOSLOVACCO E IL RUOLO DEI MARXISTI ITALIANI

Milos Hàjek *

È a tutti noto come un ruolo rilevante, durante la preparazione della «primavera di Praga», sia stato svolto dagli intellettuali co munisti. Ciò fu reso possibile dal fatto che dopo il XX Congresso del PCUS essi iniziarono ad emanciparsi dall'isolamento — in parte forzato, in parte volontario — rispetto allo sviluppo delle scienze sociali nel mondo, assorbendo così le cognizioni del pensiero contemporaneo. Tra tutte le fonti d'ispirazione straniere, una importante funzione toccò ai comunisti italiani. Ciò grazie soprattutto al ruolo svolto dagli italiani nello sviluppo del marxi smo europeo; il loro influsso fu comunque facilitato da una circo stanza. Gli intellettuali comunisti cecoslovacchi col 1956 si erano liberati dallo stalinismo, ma il loro spirito di partito era ancora lungi dall'essere laico. In molti di loro perdurava una riserva set taria nei confronti di tutto ciò che non era comunista. Invece ac cettarono senza difese interne le idee sostenute dal PCI. Mi riferisco quasi esclusivamente all'influsso esercitato sugli intellettuali, mentre l'influsso più in generale sui militanti fu fre nato da una pratica censoria. Per giunta non ho in mente la censu ra formale (cioè l'Amministrazione centrale per la vigilanza sulla stampa del Ministero degli Interni), ma la censura operata di fatto dai redattori e dagli editori, i quali mettevano in pratica la linea del partito. Gli allora dirigenti del PCC vedevano cioè negli orien tamenti del PCI un pericolo revisionista, anche se non potevano, * Autoredi numerosi studi sull'Internazionale socialista, era direttore dell'istituto di Storia del Socialismo presso il CC del PCC all'epoca della primavera di Praga». Espulso dal PCC nel 1970, è oggi uno dei portavoce di «Charta 77».

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