Transizione 1988

naturalmente, dichiararlo apertamente. L'intervista di Togliatti a Nuovi Argomenti fu fatta passare sotto silenzio. Quando Lubomir Sohor inserì nel mensile Nova Mysl il primo capitolo del rapporto di Togliatti all'Vili Congresso del PCI, l'intera tiratura della rivista già stampata venne distrutta per ordini dall'alto; il rapporto di To gliatti venne poi pubblicato in opuscolo, con una tiratura molto ridotta. Questa pratica continuò fino al 1968. Il gruppo dirigente di Novotny non poteva naturalmente far passare sotto un velo di silenzio tutta l'attività del PCI. Si vedeva costretto a pubblicare in opuscoli con tirature limitate i principali rapporti e le risoluzioni dei congressi del PCI, come faceva coi materiali degli altri partiti comunisti più importanti. Ma nei mezzi di comunicazione di massa, nei quotidiani, di questi materiali venivano omesse sempre le cose più importanti, cosicché un normale lettore non vedeva differenze tra il partito italiano e quello francese. L'unica ecce zione fu la pubblicazione del Memoriale di Jalta di Togliatti; ciò avvenne dopo che lo aveva reso pubblico la stampa sovietica, e per di più il Rudé Pravo prese le distanze da Togliatti. Pavel Auers- perg, al tempo in cui era dirigente del settore ideologico del CC, dichiarò in un attivo di partito che Togliatti non avrebbe mai dato l'assenso alla sua pubblicazione. In questa sede vorrei osservare che questo mio contributo ha un carattere memorialistico. Anche se per scriverlo ho consultato delle riviste, voglio citare una serie di fatti che non sono riportati in nessuna pubblicazione a stampa e probabilmente non si trove ranno mai in nessun archivio. Parlerò soprattutto degli storici. Da un lato perché, come sto rico,conosco meglio di ogni altra cosa la situazione in questo cam po. Ma anche perché, dall'altra, nel processo di rinnovamento la storiografia cecoslovacca svolse un ruolo niente affatto trascura bile. Centinaia di migliaia di membri furono portati nel partito dall'autorità che il PCC aveva conquistato nella lotta antifascista. Tra i dirigenti e i militanti c'era un forte legame ideologico. E la dirigenza lo rafforzò con una interpretazione semplificata e spesso falsa della storia del partito e del paese — come a suo tempo aveva fatto Stalin con il Breve corso di storia del PC (b) dell'URSS e con la sua canonizzazione in quanto unica interpre tazione ammessa. Una tale impostazione descriveva il partito co me infallibile, e conformemente a questo veniva corretta anche la storia nazionale. Dopo il XX Congresso del PCUS si cambiò ben 72

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