Transizione 1988

Il XXII Congresso del PCUS fu un duro colpo per i nostalgici dello stalinismo, e così si ampliò lo spazio anche per le informa zioni sui comunisti italiani. Nel 1966 Sochor preparò la pubblica zione della prima parte dei Quaderni del carcere di Gramsci: Il materialismo storico e la filosofia di Benedetto Croce. Questi la vori, sino ad allora riprodotti al ciclostile, ottennero una più ampia pubblicità. La rivista Prispèvky k dèjinàm KSC (Contributi per la storia del PCC) pubblicò l'articolo di Gastone Manacorda «La nascita e lo sviluppo del Partito Socialista in Italia», pubblicò una dettagliata informazione sulla citata discussione sullo stalinismo nella storiografia, sulla discussione tra Procacci, Berti e Gerratana sulla storia sovietica. Con ciò si rese più facile ad una cerchia molto più vasta di coloro che potevano leggersi i libri di Carr o di Deutscher di conoscere la storia del bolscevismo in una visione non ossificata. Nel 1970 Giuseppe Berti scrisse sulla Rivista Storica Italiana che gli storici cecoslovacchi del movimento comunista avevano superato i colleghi italiani di questo campo tematico. Non voglio esprimere un giudizio sul fatto se e fino a qual punto questa valutazione fosse esagerata. Ma resta innegabile che lo svi luppo della storiografia cecoslovacca in questo campo fu per lo meno accelerato dagli stimoli provenienti dall'Italia, al punto che, senza questi stimoli, essa avrebbe raggiunto solo molto più tardi i risultati cui pervenne invece nel 1969. Ma poiché con il 1969 terminarono per gli storici cecoslovacchi le possibilità di pubbli care, e per la maggioranza anche quelle di lavorare, probabil mente tutta una serie di lavori degni di attenzione sono restati nel cassetto. Gli studiosi delle scienze sociali furono tutti in continuo conflit to con la dirigenza; i filosofi subirono la stessa forte pressione de gli storici. Quando uscì il libro di Karel Kosik Dialettica del concre to, nelle sedi ufficiali venne accolto con risentimento, il principale interesse della burocrazia fu quello che il libro non ottenesse il premio di Stato. Per questo, per i filosofi cecoslovacchi (e non solo per i filosofi) fu un grande incoraggiamento quando Dialettica del concreto uscì in italiano e quando l'istituto Gramsci invitò Kosik a un convegno internazionale. traduzione dal ceco di Luciano Antonetti.

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